Enti locali: amministrazione o politica?
La domanda è lecita ancorché annosa. A livello comunale e intercomunale i Consigli e le Giunte devono occuparsi di amministrare il territorio secondo le migliori opportunità oppure declinare le decisioni delle linee guida date dalle segreterie dei movimenti o dalle maggioranze regionali?
Ammesso e non concesso che una cosa escluda l’altra, la dicotomia è tanto più stridente quanto più distanti sono le posizioni fra il livello comunale e quello regionale. Ogni qualvolta un Comune è governato da una maggioranza dissimile da quella regionale, la disponibilità di Piazza Deffeyes alla collaborazione nella soluzione dei problemi si riduce.
E ciò si è acuito a mano a mano che le risorse regionali sono diminuite.
Come spiegarsi altrimenti, per fare un esempio concreto, la diffusione della banda larga sul territorio regionale? Come comprendere che il segnale 4G e la fibra potessero arrivare a Verrès e a Quart, che si diramassero nella Val d’Ayas ma che saltassero a piè pari le comunità di Châtillon e Saint-Vincent (oltre 10mila abitanti in totale)? Anche tecnicamente, non dev’essere stato facile, eppure è successo.
Si trattava però di casi poco evidenti, poiché la maggior parte dei Comuni era amministrata da coalizioni allineate con la maggioranza regionale. Dopo le elezioni comunali del 2015, ad esempio, una decina sono infatti i Comuni con i rappresentanti unionisti all’opposizione.
Poi c’è stato il 10 marzo e le conseguenze si sono viste nella dialettica assembleare del Consiglio permanente degli enti locali e nel tentativo di trasformare la maggioranza che governa Aosta nell’esatto opposto di quella del Consiglio Valle.
Ma qualcosa di diverso serpeggia: il ‘noi sindaci UV contro voi Giunta Marquis, incapace di soddisfare le nostre istanze’ cha ha caratterizzato le assemblee sino al 31 luglio ha cominciato a sciogliersi. Dopo il voto scomposto e contrario all’indicazione data dalla Consulta sul parere alla variazione del Bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta, si è cercato di correre ai ripari con giustificazioni ardite ma qualcosa sembra essersi rotto nel compatto fronte unionista in cui alcuni palesano il proprio dissenso o si assentano strategicamente.
Poi Paolo Cheney, il 14 agosto, al termine dei lavori consiliari di Saint-Christophe, nello spiegare perché ha votato a favore della variazione, coerentemente con quanto deciso in Consulta e all’opposto di quanto fatto dai suoi colleghi e compagni di mouvement presenti, ha detto due cose: la prima è che lui porta nel Cpel le istanze e gli interessi dei Creteubleins; la seconda è che si rammarica di non vedere nel massimo organismo di rappresentanza degli enti locali “una strategia politica puntuale”.
Ha fatto quindi l’esempio della gestione delle politiche di accoglienza, dove la mancanza di una linea comune ha portato alcuni a subire i Centri di Accoglienza Straordinaria, altri a cercare di osteggiarli e altri ancora a tentare la strada dello Sprar.
Considerazioni che Franco Manes, presidente del Cpel, smorza nella loro portata: “sugli immigrati c’è un tavolo di lavoro tra enti locali e Prefettura, che sta procedendo a redigere una documento che dovrà essere discusso nelle prossime settimane – ci ha detto -. Ma il vero problema è che il Cpel è spesso utilizzato quale carburante per alimentare polemiche nei Palazzi oppure come capro espiatorio per scaricare la responsabilità di alcune scelte”. Secondo Manes, il sistema degli enti locali è delicato da governare proprio per la sua eterogeneità fra Comuni grandi e piccoli, più o meno ricchi, più o meno politicizzati: “Ma è un sistema che ha sempre tenuto aperto il dialogo e il confronto con il vertice, anche quando la linea politica era la medesima ma gli interessi talora divergevano”.
Da agosto in avanti, la situazione non potrà che diventare sempre più tesa, subendo i riflessi delle trattative politiche in corso, poi dei loro esiti (quali che siano), infine della corsa dalla candidatura e poi comunque nella partecipazione (in prima linea o in scuderia) alla campagna elettorale.
E torniamo alla domanda iniziale: gli enti locali devono fare amministrazione o politica?
Vedi anche: Errata corrige
Pubblicato / aggiornato
il 15/08/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
