Rassemblement: un grande progetto o un blitzino di fine estate?
Quattro persone di quattro movimenti sono al lavoro, nella giornata di martedì 5 settembre, per scrivere il documento alla base della riunificazione dei movimenti autonomisti.
Dopo l’incontro di lunedì 4 settembre, al quale hanno partecipato Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe e Mouv’, si tenta una ricomposizione.
Durante la riunione si sono infatti delineate posizioni assai diversificate e – presumibilmente – difficilmente conciliabili.
Union valdôtaine intende infatti chiudere la partita in tempi brevi (sarebbe meglio prima di San Grato ma si accetta anche l’8 settembre). Anche perché l’obiettivo sarebbe arrivare all’adunanza consiliare del 20 settembre con una nuova Giunta bell’e pronta. Che poi sia espressione di una maggioranza a 27 oppure a 21 non farebbe troppa differenza, a condizione che sia ben spiegata all’elettorato.
Alpe non ci sta al gioco di rifare la Giunta. È invece disponibile alla ricostituzione di un’area autonomista forte, che vada oltre il perimetro dell’Union valdôtaine ante scissioni. Un percorso percorribile anche in tempi rapidi ma sicuramente non in quattro giorni.
Mouv’ attende risposte su tempi, tappe, sostanza e contenuti e propone un percorso che passi attraverso gli États généraux des autonomistes e, meglio ancora, dalla valutazione positiva del progetto da parte degli elettori in occasione del primo confronto elettorale (che potrebbe essere quello per le politiche).
Union valdôtaine progressiste a son cœur qui balance entre les deux, nel senso che spingerebbe per la soluzione UV ma qualcuno comprende la necessità per l’opinione pubblica di digerire qualcosa che abbia un sapore diverso dal quello di un contro-ribaltone.
Dunque, al tavolo, al di là di un condiviso senso di necessità di ridare senso ai valori autonomisti e alla lingua francese utilizzata per il dialogo, sembra che pochi fossero i fattori di coesione.
Tutti condividono infatti la certezza che la frammentazione attuale è improduttiva ma se alcuni vagheggiano il ritorno a un’Union valdôtaine unica e unitaria, altri si chiedono se ciò non porterebbe a un impoverimento del patrimonio di idee di chi non riuscirebbe a riconoscersi sotto lo stemma del leone rampante, pur sentendosi fortemente autonomista.
E poi, autonomista… Ci sono divergenze anche rispetto all’interpretazione di chi possa porsi sotto questa bandiera e chi no. Partito democratico, Stella alpina, Epav e Pour notre Vallée si definiscono autonomisti e, in alcuni raggruppamenti, vi sono anche ex unionisti (per non dire aspiranti tali). Ma c’è chi non li vuole in blocco, chi ne vorrebbe alcuni ma altri no, chi ne accetterebbe alcuni ma altri no.
E poi ci sarebbero i patti già sottoscritti: quello di Uv con Epav e Pd; quello di Uvp e Alpe con Stella alpina e Pour notre Vallée. Carta straccia, se da sacrificare sul più elevato altare del superamento della situazione con il progetto di un autonomismo forte e moderno. Sempre che altare ed elevato sia.
Pubblicato / aggiornato
il 05/09/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione