Alpe: sì al Rassemblement, no al ribaltone. Ma poi?
Lunedì 11 settembre, nel tardo pomeriggio, Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste e Alpe s’incontreranno per decidere se firmare o meno l’accordo di Rassemblement.
Alexis Vallet, presidente di Alpe, delimita il suo ambito di manovra: “Se si tratterà di firmare il documento che bobine.tv ha pubblicato, non firmeremo, poiché si tratta di una mera dichiarazione d’intenti. Se si tratterà di firmare il documento che presenteremo alla riunione (o un suo rimaneggiamento non stravolgente) finalizzato al lancio degli Stati generali dell’autonomia, lo firmeremo dopo un ulteriore passaggio di confronto al nostro interno. Se ci metteranno di fronte a un aut aut, per cui proseguire il dialogo significherà accettare un controribaltone, ci alzeremo e ce ne andremo“.
Vallet spera che il dialogo avviato nell’estate 2017 possa diventare veramente un crogiuolo di idee, per la definizione di un progetto e di programmi che emergano da un serio lavoro di confronto: “Potrà non portare da nessuna parte o potrà portare allo scioglimento dei movimenti seduti al tavolo e alla fondazione di uno nuovo; sicuramente non dovrà portare semplicemente alla definizione di una nuova spartizione di poltrone“, conclude Vallet che, in ogni caso, precisa che sinora, ufficialmente, al tavolo, di caduta della Giunta Marquis non si è mai parlato.
Non se ne sarà parlato, ma per Union valdôtaine è pregiudiziale imprescindibile. All’interno del mouvement, il revanscismo la fa da padrone e l’importante è tornare al governo. Anche perché Union valdôtaine, lontana dall’esercizio del potere, ha mostrato limiti inattesi quanto evidenti.
Ma il Consiglio Valle è convocato per mercoledì 20 settembre: c’è il tempo per discutere un programma e un organigramma? Ammesso che lo si ritenga necessario, la risposta può essere sì come anche no. Nel senso che le problematiche da affrontare nei pochi mesi che separano dalle elezioni sono chiare a tutti ma di ricette salvifiche non se ne vedono. Quindi, qualora Union valdôtaine progressiste perseverasse nell’uscita dalla Giunta Marquis, lo scenario che si disegnerebbe sarebbe una maggioranza a 21, con un programma in una decina di punti e con una distribuzione delle deleghe presumibilmente all’insegna della continuità (continuità con la Giunta Rollandin che ha governato sino al 9 marzo scorso). Tutto ciò potrebbe essere fatto, con minor affanno, anche il 4 ottobre. Però pare improbabile che si attenda.
Un’altra questione irrisolta sarebbe comunque quella del significato del Rassemblement, per coloro che lo firmassero. Sarebbe un’alleanza? Sarebbe un ritorno di Uvp nell’alveo di Uv? Sarebbe una situazione transitoria in attesa della convocazione degli États généraux de l’autonomie e della definizione degli assetti per i prossimi appuntamenti elettorali?
Tanta roba, poco tempo.
E due incognite: l’elettorato approverebbe? E sarebbe questa la strada migliore per la sopravvivenza dell’autonomismo?
La prima risposta arriverà a breve; per la seconda ci vorrà un decennio. Difficile comunque pensare l’autonomismo (e conseguentemente l’autonomia) possa sopravvivere alla sua continua disgregazione e ai suoi persistenti personalismi. Un confronto approfondito sarà prima o poi imprescindibile, quanto auspicabile.
Pubblicato / aggiornato
il 09/09/2017 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione
