Sinistra: Pericolosamente compromesso il concetto di scuola pubblica
L’Altra Vda, Rifondazione comunista e Possibile VdA
Scrivono Carola Carpinello, Francesco Lucat e e Chiara Giordano: “Un nuovo anno scolastico è appena cominciato, accompagnato dai soliti problemi mai risolti, forse neppure mai seriamente affrontati, ricco però di novità intempestive, non così necessarie e urgenti, ad aggravare un contesto già complicato e confuso.
E mentre i contratti del personale docente continuano a non essere rinnovati, mentre il precariato rappresenta ancora l’unica possibilità per migliaia di docenti, mentre si palesano le contraddizioni dell’alternanza scuola-lavoro, l’unico obiettivo su cui si è concentrato l’interesse del governo durante l’estate, sembra essere stato l’obbligo di vaccinazione e le connesse misure repressive tra cui l’allontanamento dalla scuola pubblica.
Senza entrare nel merito della legge in sé, appare evidente come le norme, dettate da una fretta incomprensibile, senza discussione e confronto, siano pasticciate e confuse.
Ne rimane pericolosamente compromesso il concetto di scuola pubblica e il diritto all’istruzione costituzionalmente garantito, che ovviamente è un diritto fondamentale al pari del diritto alla salute.
Nella repubblica democratica italiana la scuola pubblica non solo è aperta a tutti, secondo quanto afferma l’articolo 34 della Costituzione, ma ha anche sempre costituito un forte elemento di inclusione per tutti coloro che la frequentano, non fa ( o perlomeno non dovrebbe fare) discriminazioni, accoglie tutti, cittadini e non ( in regola o no, non importa).
La scuola è anche un luogo di confronto, per educare alla convivenza civile: sono ammesse tutte le opinioni e riconosciuti gli stili di vita differenti.
La ricaduta della legge sul l’organizzazione della scuola si manifesta anche nella funzione coercitiva e punitiva attraverso l’onere di accertamento e sanzione demandato al dirigente scolastico, cui spetterebbero o dovrebbero spettare ben altri compiti.
Che si tratti di sanzione pecuniaria o addirittura di esclusione, è la scuola, luogo di incontro e confronto, a dover svolgere un ruolo repressivo anziché fornire strumenti per capire, per educare, per informare, per cercare di colmare l’enorme distanza che ormai separa sempre di più i cittadini dalle istituzioni.
Si avvia un nuovo anno scolastico e la buona scuola è di la da venire…“.
Pubblicato / aggiornato
il 15/09/2017 alle 12:00
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