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Mouv’ diventerà partito e commenta: non è il momento per la Casa degli autonomisti

Mouv’ diventerà partito e commenta: non è il momento per la Casa degli autonomisti

Sabato 16 settembre, a Gignod, Mouv’ ha incontrato amici e simpatizzanti per parlare di politica, nell’ottica di confrontarsi in vista dei prossimi appuntamenti ma anche di spiegare la decisione di abbandonare il tavolo del Rassemblement.

Ricordando Claudio Bredy, recentemente scomparso, è stato detto che condivideva appieno la linea adottata dal movimento, Elso Gerandin ha letto un testo cheBredy  aveva scritto, pochi giorni prima della sua scomparsa: “La proposta di una ‘casa degli autonomisti’ è di per sé condivisibile poiché prospetta un progetto politico che vuole superare le debolezze dovute all’attuale frammentazione della galassia autonomista.
Tale proposta nasce, tuttavia, in un quadro politico assai confuso, instabile, a ‘geometrie variabili’ che disorientano, con alleanze che si fanno, si disfano, poi si rifanno, apparentemente a seconda degli equilibri e delle convenienze del momento, con maggioranze effimere e tenute insieme da necessità contingenti e da fragili accordi più che da una reale visione comune, propedeutica a un progetto che guardi oltre l’orizzonte dell’oggi.
Mouv’ ha, sin dall’inizio, affermato intenti e visioni federative, un’azione tesa a riaggregare e tracciare un solco nel quale ricostruire percorsi ampiamente condivisi e caratterizzati da una forte discontinuità rispetto al recente passato, Tuttavia, la discontinuità non si improvvisa ma è possibile solo attraverso un percorso articolato e chiaro, che non può nascere in un quadro confuso come quello odierno, in cui nulla più corrispode a quanto era stato presentato agli elettori nel 2013: in cui non c’è traccia, nemmeno in prospetiva, di un rinnovamento dei principali protagonisti di una lunga stagione politica opaca e disgregatrice; in cui la discontinuità nei metodi si è vista, per ora, solo parziamente; i cui  tra le forze in gioco manca, al di là di una comune matrice ideale autonomista, un modello condiviso di sviluppo organico e concreto della Valle su cui fare nascere una credibile riaggregazione, una ‘casa comune’.
Mouv’, pertanto, pur condividendo l’obiettivo di unire le forze autonomiste, ritiene che, al momento, non vi siano le condizioni per aderire e un patto autonomista che pare legato a interessi contingenti e a una prospettiva elettoralistica più che a un autentico rinnovamento di uomini, metodi e modelli.
Mouv’ resta comunque aperta al dialogo e al confronto sul tema della riaggregazione delle forze autonomiste, che resta uno dei suoi obiettivi più importanti, e su tutti gli altri temi di interesse dei valdostani
“.
Durante la discussione che ha concluso l’incontro, moderata da Samien Charrance, Luciano Caveri ha annuciato che, nelle prossime settimane, Mouv’ organizzarà un’assemblea pubblica nel corso della quale si trasformerà da movimento di opinione in movimento politico: «in Italia non si può fare politica se non così – ha affermato – ma bisogna fare un passo indietro, prendendo atto che qui l’attuale politica non funziona, e un passo avanti, tornando ai principi della democrazia. Sarà difficile, ma le alternative sono peggiori e non c’è efficacia quando decide un solo uomo al comando».

Pubblicato / aggiornato il 16/09/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione