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Botta e risposta fra Alpe e Uvp sul Rassemblement

Botta e risposta fra Alpe e Uvp sul Rassemblement

Lunedì 25 settembre, poco dopo aver incontrato Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste e annunciare l’abbandono del tavolo del Rassemblement, Alpe avec diffuso una nota stampa, alla quale Uvp ha replicato nella serata di martedì 26 settembre.

Ha scritto Alexis Vallet, presidente di Alpe: “Eravamo e restiamo convinti della necessità di un momento rifondativo del quadro autonomista valdostano. Un momento che abbiamo sin da subito identificato con gli “Stati Generali dell’Autonomia”, con lo scopo di aprire un confronto per definire un modello politico e amministrativo condiviso fra tutte le forze autonomiste valdostane.
È per questo che con interesse abbiamo accolto l’invito dell’UVP, perché quando si discute del futuro dell’autonomia della Valle noi vogliamo esserci, al pari di quando si discute di libertà, di partecipazione e di ecologia, il nostro acronimo che è anche il nostro pilastro.
Il documento, sul quale anche noi abbiamo lavorato e ci siamo confrontati, alla fine però presenta una sintesi parziale per noi non sottoscrivibile poiché:


1. ALPE è convinta che un futuro diverso e migliore non possa prescindere da una rilettura critica dei percorsi compiuti negli anni precedenti su cui riposano buona parte delle ragioni della crisi delle nostre istituzioni.

2. ALPE sin dal primo momento aveva rilevato come la definizione “Unionista” fosse troppo restrittiva per un progetto che si vuole invece aperto e inclusivo. Per ALPE infatti una visione politica di prospettiva deve guardare avanti e non indietro, deve essere libera dai condizionamenti del passato e deve includere sensibilità ed energie, che si ritrovano nell’autonomismo e nel federalismo, ma non necessariamente nell’unionismo.

3. Sono completamente assenti quegli elementi di discontinuità che riteniamo indispensabili per immaginare qualunque accordo elettorale a fianco dell’UV, il principale partito con cui tanto duramente ci siamo scontrati negli ultimi anni, in ragione della profonda diversità di visione della Valle d’Aosta.


Quattro anni fa abbiamo chiesto fiducia agli elettori sulla base di un progetto autonomista e progressista. Oggi i nostri amministratori quotidianamente dimostrano nei fatti come sia possibile affrontare e risolvere i problemi eredità del passato e con questa stessa determinazione affronteremo i prossimi mesi densi di impegni e appuntamenti elettorali“.


Gli ha risposto Elisa Bonin, presidente di Uvp: “Abbiamo appreso con stupore che il documento del Rassemblement frutto del lavoro collegiale di UV, Uvp e Alpe, elaborato per quest’ultima da Patrizia Morelli e Carmen Jacquemet e sostenuto nei suoi contenuti al tavolo del Rassemblement anche dal presidente Alexis Vallet, non ha poi ottenuto l’approvazione di Alpe.
È evidente che per poter guardare in prospettiva e al futuro bisogna saper, come sostenuto nei due mesi di lavoro dal presidente Vallet, “‘are tutti un passo indietro per farne due in avanti’.
Proprio nel momento in cui questo doveva accadere Alpe non ha approvato il documento e, in contraddizione con il lavoro svolto sino a ieri, ha abbandonato il tavolo, forse per qualche logica elettoralistica oppure per il timore di perdere qualche posizione acquisita.
Ci ha inoltre fatto male sentire che l’unionismo, che è un valore per tanti , costruito negli anni,  sia diventata una parola tabù. Per quanto ci concerne, invece, rimane assieme all’autonomismo in chiave moderna, un valore dal quale partire per ricostruire una forte Alleanza autonomista, progressista e federalista aperta, rinnovata e proiettata al futuro, che sappia superare l’attuale frammentazione politica e rispondere alle esigenze dei valdostani difendendo  con un ampio fronte le istanze e le prerogative della nostra comunità“.

Pubblicato / aggiornato il 26/09/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione