Consiglio Valle: Marquis non si dimette e gli assessori Uvp neppure
Alla ripresa dei lavori del Consiglio Valle, nel pomeriggio di mercoledì 4 ottobre, Ego Perron ha chiesto lumi su come si sarebbe proseguito il dibattito.
Ha affermato di ritenere che sarebbe stato opportuno ascoltare la posizione del presidente Marquis.
Alberto Bertin (Alpe) ha affermato che è stato offerto uno spettacolo indecoroso. Ha ricordato che il suo rapporto con la maggioranza Marquis è stato chiaro, così come nei confronti del Rassemblement. “Credo che sia stato un grande errore, per Alpe, parteciparvi e questa aggregazione non ha altro scopo se non raggiungere il 42% previsto dalla legge elettorale” ha concluso.
Carlo Norbiato (Area civica) ha affermato che non si può lasciare una Regione senza governo.
Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha dunque preso la parola e ha rivendicato i risultati positivi ottenuti nel corso di sette mesi di lavoro. Uvp ha compiuto una scelta legittima, ha detto, ma non è corretto cercare di scaricarne la responsabilità sugli altri. Ha lanciato la proposta di chiudere tutti insieme la trattativa con lo Stato e il Bilancio triennale per poi andare a elezioni. La sua posizione è riassunta nella video intervista che vi proponiamo in home page.
Laurent Viérin (Uvp) ha lamentato che Uvp non era stato avvisato della legittima operazione di creazione di un gruppo unico Area civica, Stella alpina, Pour notre Vallée. Ha aggiunto che poi Gérandin ha rassegnato le dimissioni dalle Commissioni. Ha dunque imputato principalmente a questi accadimenti e all’incertezza così creata la decisione di avviare percorsi politici alternativi. “Abbiamo ritenuto che il Rassemblement poteva essere la soluzione per superare questo governo di scopo nato in emergenza – ha detto -. Nei punti programmatici c’erano principalmente legge elettorale e Casino e il compito è stato assolto. Non possiamo predisporre un bilancio e fare programmi futuri senza un confronto e senza una visione comune”. Ha poi spiegato che non è stato invitato PnV al Rassemblement perché aveva già fatto una scelta politica con Stella alpina. “Abbiamo fatto un percorso politico alla luce del sole che poi doveva portare alla riapertura del dialogo con i soggetti che non vi avevano partecipato per creare la Casa degli autonomisti – ha specificato -. La crisi è arrivata in Consiglio perché non c’e peggior sordo di chi non vuol sentire. Il comportamento di Mouv’ e di Alpe ha accelerato le nostre scelte rispetto all’uscita dalla maggioranza”. Ha risposto a Marquis che gli assessori Uvp non hanno paura di dimettersi e che, se si arriva alla mozione di sfiducia, i tempi di trattativa politica si restringerebbero”.
Ego Perron (Uv) Union valdôtaine ha preso atto con soddisfazione della fine dell’esperienza della Giunta Marquis. Chiaramente nata contro la volontà popolare, ha detto, aggiungendo: “Tuttavia abbiamo cercato di avere un approccio costruttivo e non ci può essere imputato alcun atteggiamento ostruzionistico. In questo periodo abbiamo lavorato a un progetto politico diverso perché credevamo e crediamo che la frammentazione sia negativa. Sentiamo dunque il bisogno di ricostruire. Intorno al tavolo sono anche state ammesse sensibilità diverse dalle nostre. Il dibattito di oggi ha messo in luce in modo inequivocabile un fatto: la Giunt Marquis non ha più i numeri per governare. Compia un gesto di responsabilità e si dimetta per favorire il dialogo e per permettere alle forze politiche che stanno lavorando per proporre un progetto politico diverso di trovare in tempi rapidi una soluzione. Una soluzione politica, seria e rispettosa dei cittadini”. Infine ha annunciato: “In assenza di dimissioni, presenteremo una risoluzione che lo inviterà a farlo”.
Luigi Bertschy (Uvp) ha detto che, alle elezioni, le forze autonomiste si troveranno a confrontarsi con i populismi, gli estremismi e le destre. Sin dall’inizio il progetto politico della maggioranza Marquis è stato monco per l’assenza nell’esecutivo di Elso Gerandin. Ha precisato che Viérin non intende fare il presidente precario e che nessuno vuole tagliare fuori nessuno ma nessuno vuole neppure ripartire dal modello precedente.
È stata dunque distribuita la risoluzione ma, prima di iscriverla, è stata chiesta da Stefano Borrello una sospensione dei lavori per una riunione di maggioranza (senza Uvp). Il testo recita: “Le Conseil de la Vallee, ayant pris acte de la situation politique caractérisée par l’ouverture d’une crise gouvernementale; considérant que cette crise découle d’un manque de projet politique ainsi que d’un partage des dossiers les plus importants à la base, notamment, de la présentation du prochain budget de la Région; considérant en outre que, à la date d’aujourd’hui, aucune proposition n’a été présentée concernant le Defr ainsi que les objectifs et les orientations programmatiques du budget 2018/29; rappelant à cet effet que l’urgence de définir les thèmes susmentionnés, y compris la définition du contentieux avec le Gouvernement italien concernant l’imposition à la charge du budget régional 2018 de 144 millions d’euros, nécessite de temps brefs dans la solution de la crise politique actuelle; estimant partant de la question des temps représente un facteur importanti afin de donner, dans les délais les plus brefs, une réponse aux exigences de la communauté valdotaine invite le président de la Région à prendre acte de l’absence d’une majorite politique soutenant le Gouvernement et, par conséquent, avec sens de responsabilité institutionnelle, à présenter sa démission afin de permettere une issue rapide de l’actuelle crise politique”. La risoluzione e stata firmata da 22 consiglieri, ovvero i gruppi Uv, Uvp (escluso André Rosset, in quanto presidente del Consiglio Valle), Pd, Epav e Movimento 5 Stelle.
Su 34 presenti, 22 voti favorevoli È 12 contrari.
Poi i lavori sono stati chiusi e una riunione tra Union valdôtaine, Uvp, Pd, ed Epav è iniziata.
Pubblicato / aggiornato
il 04/10/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione