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Il Consiglio Valle rinvia il voto sulla Giunta Viérin

Il Consiglio Valle rinvia il voto sulla Giunta Viérin

Le dimissioni di Pierluigi Marquis da presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta hanno cambiato il programma dei lavori del Consiglio Valle, riunito mercoledì 11 ottobre.

È iniziato con quasi un’ora di ritardo rispetto alla convocazione a causa di una serie di riunioni incrociate di Conferenza dei capigruppo, singoli gruppi e raggruppamenti di maggioranza e minoranza (quelle future, ancora non sancite dal voto in aula). Infatti la mozione di sfiducia costruttiva presentata il 7 ottobre è stata assorbita e superata dalle dimissioni ma un accordo su come procedere non è stato trovato. Dunque si è innanzitutto proceduto alla discussione sulla richiesta di iscrizione all’ordine del giorno di un nuovo punto: quello per l’elezione della nuova Giunta. Favorevole la maggioranza pronta a insediarsi, contraria quella uscente.
Nel dibattito, Alessandro Nogara (Uvp) ha ribadito l’esigenza di dare al più presto un governo stabile alla Valle d’Aosta. Ha deprecato quello che ha definito “un tentativo di allungare la minestra” da parte della minoranza.
Stefano Borrello (Sa) ha detto che nessuno vuole impedire od ostacolare la concretizzazione di un percorso politico. Ha però chiesto di dividere i passaggi fra le dimissioni e la nascita del nuovo Governo. Ha anche affermato, in contraddizione con quanto detto da Marquis in conferenza stampa e in aula, adducendo motivazioni politiche, che il presidente della Regione si è dimesso “per agevolare le indagini“.
Mauro Baccega (Epav) si è chiesto perché si debba discutere su un tema del genere: è chiaro che la maggioranza precedente non esiste più e che c’è n’è una nuova e allora non ha senso rimandarne la concretizzazione.
Patrizia Morelli (Alpe) ha spiegato che scindere i due momenti è necessario per non confondere situazioni diverse. Inoltre queste ore potrebbero “offrire il tempo anche a qualcun altro di riflettere sull’opportunità di tornare a sedersi sui banchi della Giunta“.
Aurelio Marguerettaz (Uv), appellandosi  “a tutto il mio poco fair play“, ha accusato Morelli di aver “preso a calci il buon senso“. Le dimissioni di Marquis sono state chieste nel passato Consiglio per mezzo di una risoluzione. La discussione in merito è dunque già stata fatta e le motivazioni sono già state esposte, ha spiegato Marguerettaz, riassumento inoltre che, allora, Marquis aveva risposto che non riteneva dimettersi per non creare un vuoto amministrativo. Conseguentemente è stata presentata la mozione di sfiducia e le dimissioni sono arrivate. Quindi la minoranza sta facendo “una squallida melina”. Marguerettaz ha criticato il fatto che le dimissioni siano arrivate dopo l’approvazione delle delibere di lunedì 9 ottobre, adottate da una Giunta che era “fuori gioco e senza copertura politica”. Ha chiesto a Marquis di chiedere scusa ad Augusto Rollandin per averlo indicato come responsabile della “presunta mazzetta da 25mila euro”. Jean-Pierre Guichardaz (Pd Sinistra Vda) si è detto stanco di polemizzare ma ha ribadito che questa parentesi si poteva evitare, “poiché non ha futuro né presupposti” e ha aggiuunto: “Persone che, nella loro vita, non hanno fatto un giorno opposizione non potevano e non possono essere la novità è il cambiamento. Il Governo Marquis non è stato diverso, come si era annunciato“.
Chantal Certan (Alpe) ha respinto l’accusa di aver adottato delibere forzate, dicendo che si trattava di atti amministrativi programmati e non fuori sacco.
Elso Gérandin (Mouv’) ha detto di aver letto come la stampa nazionale dipinge la Valle d’Aosta: “Il titolo è sulle dimissioni di Marquis ma i contenuti sono devastanti per la Regione nel suo complesso. La vera vittima della politica valdostana sono i cittadini. In questi quattro anni e mezzo lo spettacolo è stato pietoso e mai siamo stati presi ad esempio ma, anzi, ogni attacco alle autonomie ci ha visto direttamente coinvolti. E si dimentica che, qui, il presidente della Regione è anche prefetto. Proprio per questo le sue dimissioni erano doverose“.
Roberto Cognetta (M5S) si è detto felice delle dimissioni perché lo hanno tolto dall’imbarazzo di votare o meno la mozione di sfiducia. Ha anche annunciato che non avrebbe votato a favore dell’iscrizione del nuovo punto all’ordine del giorno proprio perché il Movimento 5 stelle non vota a favore dei governi.
Andrea Padovani (L’AltraVdA) ha definito questa l’ennesima pagina oscura della legislatura.
L’iscrizione dell’elezione della nuova Giunta è stata bocciata poiché i voti favorevoli sono stati 21, mentre ne erano necessari 24. È stata dunque aperta la discussione sulle dimissioni. O, meglio, su come procedere alla discussione. In mancanza di accordo, la riunione è stata sospesa per un confronto fra i capigruppo.
Alla ripresa, coerentemente con quanto annunciato (ovvero di aver discusso sulla chiusura dell’esperienza della Giunta Marquis nella precedente adunanza), il dibattito è stato breve.
Emily Rini ha precisare che le indagini sui 25mila euro hanno stralciato il reato di concussione, “confermando la totale estraneità di Augusto Rollandin alla vicenda“. Ha poi detto a Marquis che, se veramente avesse voluto favorire il dialogo politico, si sarebbe dovuto dimettere prima di martedì 10 ottobre, avendone avuta più volte l’occasione.
Pierluigi Marquis (Sa) e ha replicato di essere stato oggetto di un decreto di perquisizione ma di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Ha confermato che, comunque, ciò che è accaduto è grave. “E se non vi è stato coinvolgimento delle istituzioni, è inquietante che terzi abbiano potuto compiere azioni i questo genere“.
Nello Fabbri (Uvp) ha ribadito che, in democrazia, chi non ha la maggioranza deve prenderne atto e farsi da parte. Antonio Fosson (PnV)ha impostato il proprio intervento sul rispetto dell’autonomia e delle persone. “Che dovrebbero significare buona amministrazione, prima che politica“.
Jean-Pierre Guichardaz ha accusato la maggioranza uscente di non aver protetto il proprio ex presidente Marquis con questo dibattito pubblico, assurdo e surreale, bensì “di avere inserito lui è l’intera Valle d’Aosta in un frullatore mediatico. Dando l’idea che viviamo in un luogo grottesco“.
Dopo la presa d’atto, la Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta è stata assunta dal vice presidente Laurent Vierin, per portare avanti l’ordinaria amministrazione per un massimo di 60 giorni.
Il presidente del Consiglio Valle ha annunciato che il Consiglio straordinario richiesto da Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Pd Sinistra VdA ed Epav è convocato per venerdì 13 ottobre, alle ore 9.

Pubblicato / aggiornato il 11/10/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione