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Bindi e Centoz: botta e risposta sull’equazione calabresi uguale ‘ndranghetisti

Bindi e Centoz: botta e risposta sull’equazione calabresi uguale ‘ndranghetisti

Tutto è iniziato, giovedì 19 ottobre, con la visita in Valle d’Aosta della Commissione parlamentare antimafia.

In quella circostanza il presidente, Rosy Bindi, aveva asserito che una massiccia presenza in Valle di popolazione di origine calabrese consentiva di ipotizzare un’altrettanto imponente presenza di ‘ndranghetisti.
Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, mercoledì 25 ottobre, in apertura dei lavori del Consiglio comunale, aveva preso le distanze dall’equazione Calabresi uguale ‘ndranghetisti e le sue affermazioni hanno avuto ampio risalto sulla stampa nazionale.
Tanto ampio da indurre la presidente Bindi a rispondergli con questa missiva: “Caro sindaco, ho letto sull’Ansa il Suo commento sulla nostra missione ad Aosta e ritengo opportuno sgombrare il campo da improvvide quanto inutili strumentalizzazioni. Non ho mai paragonato i calabresi agli ‘ndranghetisti. Non amo generalizzare e non l’ho fatto neppure durante la missione della Commissione Parlamentare Antimafia in Val D’Aosta, il 19 ottobre scorso.
Nella conferenza stampa, al termine dei nostri lavori, mi sono limitata a riferire il dato, acquisito nel corso delle audizioni, sull’alta percentuale di residenti calabresi nella regione e sulla presenza, documentata dalle indagini della DDA di Torino, di elementi collegati alle cosche calabresi dei Nirta di San Luca, dei Facchineri di Cittanova, degli Asciutto-Neri- Grimaldi di Taurianova, dei Torcasio di Lamezia Terme, dei Pesce di Rosarno e dei Mommoliti (sic) di Oppido Mamertina.
Tutti nomi che dovrebbero richiedere un comportamento più vigile della politica locale e delle istituzioni, e la consapevolezza che anche in Val d’Aosta non si può abbassare la guardia.
Considero perciò una buona notizia, la disponibilità, annunciata oggi nel corso del Consiglio comunale, di istituire una Commissione Antimafia del Comune di Aosta. Mi auguro lo faccia anche la Regione ripristinando la Commissione Speciale creata a suo tempo, come avevamo chiesto anche nell’incontro al Senato con tutte le Commissioni Antimafia Regionali“.
Ggiovedì 26 ottobre la risposta di Centoz: “Onorevole presidente, mi rammarico sinceramente che le mie dichiarazioni nella sede del Consiglio comunale di Aosta abbiano in qualche modo potuto ingenerare equivoci rispetto a un tema di assoluta serietà come è quello delle mafie che avvelenano il nostro paese.
In qualità di sindaco, rispondendo a un quesito specifico posto dalla minoranza consiliare (argomentato prendendo spunto dall’esito delle audizioni svolte dalla Commissione che Lei presiede e riportante una Sua presunta dichiarazione in merito alla certezza the pesanti e radicate infiltrazioni della ‘ndrangheta nella comunità calabrese che vive risiede in Valle d’Aosta), mi sono limitato ad affermare come non fosse corretto etichettare i valdostani di origine calabrese come persone potenzialmente affiliate alla ‘ndrangheta, e che eventuali Sue dichiarazioni in tal senso sarebbero state da considerare come ‘un po’ improvvide’.
D’altra parte, nell’Assemblea cittadina ho anche ricordato come Comune di Aosta da tempo sia impegnato sul tema più ampio della prevenzione di possibili rischi corruttivi sia attraverso l’adeguamento alle normative introdotte in materia (Piano anticorruzione, responsabile anticorruzione, portale della trasparenza amministrativa), sia avendo aderito alla Centrale unica di committenza e alla Stazione unica appaltante, rispettivamente per l’affidamento di servizi e forniture e di lavori pubblici, individuate in sede regionale e poste sotto l’autorità ispettiva dell’Anac, e ancora attraverso una revisione degli incarichi dirigenziali per limitarne il numero e incrementare il controllo sugli atti amministrativi provenienti dalle figure apicali dell’Amministrazione.
In tale quadro rientra anche l’apertura – espressa a titolo personale e a nome della Giunta che presiedo E della maggioranza politica che la esprime – all’istituzione di una Commissione consiliare ad hoc con compiti di controllo, a patto che la stessa sia davvero funzionale e  dirimente per l’attività dell’ente, e non si risolva in un gioco ‘politico’ di nomine incarichi come, purtroppo, spesso avviene in sede istituzionale, a tutti livelli“.

Pubblicato / aggiornato il 26/10/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione