Valtournenche: Maquignaz contro Camaschella
La data della riunione era già fissata da una decina di giorni, ma si è appresa solamente il giorno stesso dello svolgimento: alle ore 20.30 di venerdì 3 novembre, la maggioranza di Valtournenche si riunisce per una verifica.
La richiesta è partita dal vicesindaco, Giuseppe Maquignaz, a dire del quale vi era un accordo con il sindaco, Deborah Camaschella, per una staffetta a metà consiliatura.
“Non c’era nessun accordo del genere“, dice Camaschella, indignata per le modalità con le quali una questione interna alla maggioranza è stata portata alla ribalta prima che fosse discussa nelle sedi opportune. E manifesta anche stupore per la convocazione della riunione del Direttivo e dell’Assemblea della locale sezione dell’Union valdôtaine (svoltasi nella serata di giovedì 2 novembre), con un solo punto all’ordine del giorno, oltretutto fraintendibile: “situation politique“.
Giuseppe Maquignaz ha diffuso una nota firmata anche dai colleghi Massimo Chatrian, Sara Perucchione ed Erik Windeler, nella quale afferma: “Nell’Assemblea dell’UV di giovedì sera, non è stato chiesto alla Signora Sindaca di ‘fare un passo indietro’ né dal Vice Sindaco né tantomeno dal Direttivo. La dichiarazione della Signora Sindaca sull’accordo elettorale : ‘Non c’è mai stato’ si commenta da sola. Rappresenta la negazione di un patto, non scritto, stretto, all’epoca, da 15 persone. La Giunta non ha mai minacciato di non approvare più provvedimenti in caso di mancate dimissioni della Signora Sindaca, anzi ha continuato a deliberare, come si evince dai provvedimenti pubblicati settimanalmente sino a oggi“.
Anche Maquignaz sostiene che la questione sarebbe dovuta essere affrontata in altra sede ma non sui giornali e precisa che “La Giunta e il Vicesindaco non hanno alcuna ambizione né di ‘poltrone’ né di ‘fusciacca’ e crediamo di averlo dimostrato in questi due anni e mezzo di lavoro, vi è tuttavia grande delusione come persone: le Genti della Montagna insegnano che la parola data e la stretta di mano hanno valore e significato, tra persone leali“.
I quattro si rimettono dunque alle decisioni della maggioranza.
Comunque vada a concludersi la resa dei conti, si prospetta una situazione non facile. A Valtournenche sono eletti 15 consiglieri e, per governare, ne servono almeno otto. Se tre condividono espressamente la posizione di Maquignaz, Camaschella potrebbe contare al massimo su 7 voti. Quindi? Si prefigurano mille possibili scenari, ancora tutti a verificare sotto il profilo dell’ammissibilità procedurale.
Ipotesi numero uno: Camaschella non si dimette. Ma per governare le mancherebbe un voto. Quindi o almeno un dissidente desiste o si dovrebbe tentare un approccio con le minoranze. Si tratterebbe di una situazione mai venutasi a creare con la nuova legge elettorale comunale.
Ipotesi numero uno bis: Camaschella non si dimette e viene presentata una mozione di sfiducia. Serve un terzo dei consiglieri per chiederne l’iscrizione all’ordine del giorno (quindi cinque, ma vuoi che almeno uno di minoranza non la firmi?) e deve essere discussa entro 30 giorni. Dopodiché deve essere votata a maggioranza assoluta, quindi con otto voti (ma vuoi che i quattro consiglieri di minoranza non la votino?). A quel punto il Consiglio sarebbe sciolto con effetto immediato, il Comune sarebbe commissariato e sarebbero indette le elezioni anticipate.
Ipotesi numero due: Camaschella si dimette. Giuseppe Maquignaz subentra come sindaco, la situazione si pacifica e la consiliatura va avanti.
Ipotesi numero due bis: Camaschella si dimette e con lei anche qualche altro consigliere, magari tre. E quindi bisognerebbe vedere come si schiererebbero i subentranti.
Ipotesi numero tre: nella verifica di maggioranza tutto si sgonfia.
“Un disastro annunciato dal momento della presentazione delle liste e poi confermato dalle modalità di gestione del governo sinora messe in atto“, commenta il consigliere di minoranza Roberto Avetrani. Che poi aggiunge: “Se vi era un accordo di quel genere, però, avrebbero dovuto dichiararlo sin dalla campagna elettorale, per correttezza nei confronti degli elettori“.
“Aspettiamo di vedere cosa verrà fuori dalla riunione di venerdì sera“, si limita a invece commentare il capogruppo di Cuore, Terra, Avvenire Giorgio Pession.
“Valtournenche non era stata sufficientemente lacerata nel 2015, con le tre liste presentate?“, si chiede Camaschella alla vigilia dell’incontro. Alla domanda se tutto questo non sarebbe potuto risolversi comunque nel giro di qualche mese, con sue possibili dimissioni per candidarsi al Consiglio Valle, risponde: “Prima di tutto il Comune. In un clima disteso si sarebbe anche potuto pensare a una mia candidatura per cercare di portare la voce di Valtournenche in Regione, ma in questa situazione non sarebbe neppure pensabile“.
Pubblicato / aggiornato
il 03/11/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
