È morto Mario Andrione
Dopo essere stato assessore al Comune di Aosta, è stato inizialmente Assessore tecnico alla Pubblica istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta dal 20 febbraio al 24 novembre 1963, è stato eletto consigliere regionale il 25 novembre 1963, nella lista dell’Union valdôtaine. Il giorno successivo è diventato assessore alla Pubblica istruzione e lo è rimasto sino al 30 maggio 1966. Ha concluso la quarta legislatura come consigliere.
Rieletto il 21 maggio 1968, nella quinta legislatura è stato segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio Valle dal 13 luglio 1970 al 4 luglio 1973.
Nuovamente eletto il 5 luglio 1973, è stato eletto presidente dell’11a Giunta regionale il 20 dicembre 1974 e poi ancora della 12a, il 18 ottobre 1975, e lo è rimasto sino alla fine della sesta legislatura.
Dopo le elezioni, il 26 luglio 1973 è stato confermato presidente della Giunta, carica che ha completato il 20 luglio 1983.
Ancora una conferma elettorale e una conferma alla presidentza dal 21 luglio 1983 al 4 gennaio 1984, poi è tornato a essere consigliere sino al 1988 e, ancora, dal 27 luglio 1988. Nel dicembre 1992 fu sospeso dalla carica con Decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi della legge n. 16 del 18 gennaio 1992. Il passaggio della notte di San Martino del 1983 è stato cruciale: la perquisizione al Casino de la Vallée e l’indagine che l’aveva originata travolsero Andrione, che scelse la fuga all’estero.
Dopo alcuni anni di allontanamento, era tornato brevemente alla politica attiva nel 2006, quando, insieme al neo-eletto senatore Carlo Perrin, aveva promosso la costituzione di un nuovo movimento politico autonomista, Renouveau Valdôtain.
Pubblicato / aggiornato
il 16/11/2017 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
