Un bistrot per ricominciare lontano dagli uomini violenti
L’hanno chiamato “Viva” e non è un caso. Non è solo un bistrot quello aperto da questa cooperativa, bensì la strada verso il riscatto. È una nuova vita.
La via d’uscita verso la libertà è una sala con 12 tavoli e 36 posti, una cucina in acciaio per preparare e offrire colazione, pranzo, cena Queste donne hanno lottato per vivere e ora affrontano l’incognita di un’attività nuova, con sorrisi timidi e tante lacrime. Come se ora, finalmente, potessero piangere quel dolore tutto in una volta.
Le tre donne che ora si preparano al taglio del nastro del loro locale, dando quel nome alla loro iniziativa, vogliono fortemente significare che sono vive e reattive, nonostante i maltrattamenti subiti per anni da compagni, mariti e fidanzati. Sono vive e coraggiose perché hanno avuto la forza di creare un’impresa, senza conoscersi nemmeno.
Sono stati i loro avvocati a metterle in contatto tra loro e a convincerle a riscoprire il lavoro quale mezzo per uscire da situazioni di violenza e povertà.
Avvocati che le accompagneranno nella serata che le organizzazioni sindacali valdostane Cgil Cisl Savt e Uil hanno organizzato unitariamente, Llunedì 20 novembre, dalle ore 18 alle ore 20, presso i locali della Cave des Onze Communes di Aymavilles, nell’ambito della settimana contro la violenza.
Pubblicato / aggiornato
il 18/11/2017 alle 12:00
Categoria:
Cultura
