A 5 anni dal referendum, Valle virtuosa denuncia: la politica non vuole cambiare
In una nota, scrive il presidente, Jeanne Cheillon: “Ora si sarebbero dovute attuare tutte le azioni necessarie per una gestione virtuosa dei rifiuti:
-eliminare la frammentazione delle competenze per la raccolta, unificando i nove subATO in cui era diviso il territorio regionale in un unico Ambito territoriale, per semplificare e rendere omogenea la raccolta differenziata, abbattendo i costi a carico dei cittadini;
-avviare la raccolta della frazione organica;
-adottare il sistema della raccolta “porta a porta” per responsabilizzare gli utenti, migliorando la qualità e la quantità dei rifiuti differenziati;
-adottare la tariffazione puntuale basata sul principio “chi più inquina più paga” per incentivare i comportamenti virtuosi, contenere la produzione dei rifiuti e ridurre i costi del servizio;
-trasformare tutte le sagre, le feste e manifestazioni in vere eco-feste a Rifiuti Zero, per essere un esempio virtuoso agli occhi dei residenti e dei turisti;
-adottare serie politiche di riduzione dei rifiuti attraverso l’informazione e la proposta di azioni concrete ai cittadini, al settore commerciale e a quello artigiano-industriale;
-realizzare come richiesto dalla legge un impianto di trattamento a freddo, la Fabbrica dei Materiali, per massimizzare il recupero di materiale da riciclare dal residuo secco indifferenziato prima di conferirlo in discarica“.
Valle virtuosa sostiene che, se si fossero seguite queste indicazioni, la Valle d’Aosta sarebbe al pari di altre realtà venete o altoatesine e i Valdostani “pagherebbero una tariffa sui rifiuti più equa e contenuta, inquinerebbero di meno e il residuo secco non riciclabile sarebbe stato ridotto al minimo, allungando di molti anni la vita della discarica che invece ora è praticamente esaurita.
Oggi saremmo tranquillamente all’85% di raccolta differenziata con la soddisfazione di tutti, cittadini, turisti e amministratori“.
Tutto ciò non è accaduto, afferma Cheillon, poiché “la politica ha fatto tutto il possibile per rallentare e/o vanificare l’adozione di buone pratiche. La politica, che a parole ha sempre detto di voler rispettare la volontà dei Valdostani, si è in realtà costantemente impegnata per difendere il mantenimento dei dannosi centri di potere, di spesa e clientela rappresentati dai subATO e per garantire il mantenimento del monopolio della gestione dei rifiuti valdostani a favore di alcuni imprenditori privati (Valeco e Rea Dalmine)“.
Valle virtuosa aggiunge che una serie di scelte sono state fatte in contrasto con quanto stabilito dal Nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e, in particolare:
“-in alcune Unités des Communes sono stati adottati contemporaneamente più metodi di raccolta;
-ad Aosta una ‘miglioria’ del sistema di raccolta ha privato 3000 cittadini della raccolta porta a porta;
-in alcune Unités sono stati investiti milioni di euro in cassonetti stradali che non hanno contribuito a migliorare la raccolta differenziata, né in termini di quantità, né di qualità, né tanto meno di vantaggio economico per coloro che la separazione dei rifiuti la fanno con attenzione e buona volontà;
-l’Unité Mont-Emilius sta recentemente distribuendo ai propri utenti un set di inutili sacchetti arancioni che, pur essendo privi di qualsivoglia sistema di riconoscimento delle utenze (codice a barre o chip elettronico), sono stati fatti passare come un passo significativo per l’introduzione della tariffa puntuale ed il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata“. Valle virtuosa ritiene che, quest’ultima azione sia “un puerile stratagemma per far credere agli utenti che ci si sta impegnando per migliorare una gestione fino ad ora costosa e fallimentare.
Agli amministratori dell’Unité Mont-Emilius poco importa che la loro scelta sia contraria a quanto contenuto nel decreto del 20 aprile 2017 sulla tariffazione puntuale: in assenza di un sistema per riconoscere le utenze non sarà infatti possibile stabilire, né la quantità, né la qualità dei rifiuti da esse conferiti, rendendo di fatto impossibile l’adozione di una tariffa personalizzata; per loro ciò che conta è guadagnare un po’ di ‘credito’ in vista delle prossime elezioni“.
Pubblicato / aggiornato
il 19/11/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
