Non passa la mozione di sfiducia a Rini
Il dibattito pomeridiano sulla mozione di sfiducia nei confronti di Emily Rini, in Consiglio Valle, mercoledì 22 novembre, è stato aperto da Roberto Cognetta.
Ha esordito affermando che quello che mancava in questa mozione era la valutazione del suo operato come assessore. Secondo lui “poteva andare a casa già per aver proposto la legge sulle adaptations”. Invece la questione che si è dibattuta in aula era quella di una “banale raccomandazione”.
Claudio Restano ha ricordato che era stato l’assessore unionista Aurelio Marguerettaz a sfidare la minoranza a presentare questa mozione di sfiducia, durante la seduta consiliare dell’8 novembre.
Andrea Padovani ha sostenuto che, nel proprio intervento, Rini non ha spiegato nulla. Ma si è detto curioso di avere maggiori chiarimenti rispetto alle affermazioni rese dall’assessore al sostituto procuratore Ceccanti in relazione alla sua valutazione sui rapporti intercorrenti fra Rollandin e Accornero.
I concetti espressi, nel corso dell’illustra mattutina della mozione da parte di Certan, sono poi stati variamente ripresi da Patrizia Morelli, Carlo Norbiato, Alberto Bertin, Elso Gérandin.
In difesa di Rini si è levato André Lanièce: “le indagini spettano sempre e solamente alla magistratura, all’aula del Consiglio Valle spetterà prendere atto delle sue conclusioni”, ha affermato, proseguendo: “Lei ha già annunciato che se ci sarà un suo coinvolgimento rassegnerà le dimissioni”. Ha accusato Alpe di aver strumentalizzato una vicenda privata, in vista di far presa sull’elettorato per le prossime elezioni. Ha aggiunto che i 13 firmatari sono quelli che “nei sette mesi che hanno governato non hanno cambiato la Valle d’Aosta” eppure continuano a voler passare, agli occhi della gente “come la parte buona della politica”. “Non sussistono motivazioni politiche né fatti acclarati per chiedere le dimissioni di Emily Rini”, ha concluso.
Aurelio Marguerettaz ha chiesto di uscire “dall’ipocrisia del garantismo a doppio binario“. Ha poi dedicato un commento causticp a ogni collega di minoranza precedentemente intervenuto, chiedendo fra l’altro a Chantal Certan come possa distinguere fra le minacce di querela a un sindacato e quelle fatte a un dirigente dello stesso, ma a titolo privato (facendo riferimento a una questione trattata in Consiglio Valle a inizio aprile) e a Claudio Restano quante volte sia andato nell’ufficio di Augusto Rollandin a chiedergli di diventare assessore. Ha concluso che le responsabilità penali sono personali e non si possono mettere alla gogna le persone prima di ogni giudizio. Ha pronosticato ai colleghi che, se questa sarà l’impostazione della campagna elettorale, avranno poco riscontro.
Paolo Contoz ha chiesto di mettersi al posto di coloro che hanno visto il Consiglio Valle dedicare un’intera giornata a commentare le dimissioni già rassegnate di Ego Perron e a chiedere le dimissioni di una persona non indagata. Come Paolo Crétier, ha chiesto all’aula di dedicarsi a temi concreti.
Chantal Certan ha risposto loro chiedendo con quale serenità si possano affrontare i mille problemi che la Valle d’Aosta ha quando ci sono queste problematiche irrisolte.
Al voto per appello nominale il risultato è stato di 19 voti contrari e 15 favorevoli. La mozione è stata dunque bocciata. Il capogruppo di Union valdôtaine progressiste, Nello Fabbri non ha partecipato al voto. “Più opportuno sarebbe stato risolvere il problema prima di portare questa discussione in aula“, ci ha spiegato.
Vedi anche: Aperta la discussione sulla mozione di sfiducia all’assessore Rini
Pubblicato / aggiornato
il 22/11/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
