7 dicembre: scioperano le Poste
Da ormai diversi anni perdura una situazione di criticità e di continua diminuzione di personale. La carenza di organico è oggi tale da rendere critica l’apertura giornaliera degli uffici postali con ripercussioni negative sul servizio offerto alla clientela. “L’azienda aveva dato, occasionalmente, solo risposte parziali, utilizzando personale portalettere da adibire a ruolo di impiegato negli uffici, ma senza mai sostituire tutti i lavoratori andati in pensione o trasferiti“, denunciano i sindacati di categoria, che proseguono: “Ad oggi, venuta meno anche questa possibilità e non essendoci stata nessuna volontà di assumere, nemmeno a tempo determinato, la condizione di lavoro del personale è diventata insostenibile. Il personale applicato negli uffici è spesso ridotto all’osso, obbligato a continui spostamenti su tutta la regione per garantire l’apertura degli sportelli, e la fruizione anche solo di un permesso è condizionata dalla possibilità di avere la sostituzione da parte di un altro collega.
A tutto ciò si aggiungono, in barba al rispetto di tutti i diritti contrattuali e ai protocolli sulla qualità del lavoro, continue pressioni per il raggiungimento degli obiettivi commerciali“.
Da giugno, vi sono stati tre incontri con i responsabili di Poste Italiane, nel coro di quali le organizzazioni sindacali hanno chiesto “un progetto ‘Poste per la Valle d’Aosta’, dove tenere conto della peculiarietà della nostra regione, razionalizzando dove necessario, ma investendo per il futuro e per un servizio di qualità. Le risposte aziendali vanno nella direzione opposta. Ciò che oggi Poste Italiane vuole è solo ed esclusivamente il raggiungimento degli obiettivi commerciali, indipendentemente dal numero delle risorse applicate e dalla qualità del servizio offerto ai cittadini valdostani“.
Pubblicato / aggiornato
il 03/12/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
