Sciopero con sit in dei medici ospedalieri
“Non è più possibile accettare il perseverante definanziamento della sanità pubblica con conseguente possibile compromissione del diritto alla salute dei cittadini” scrive Anaao Assomed, che prosegue: “Non si può restare inerti davanti al blocco delle trattative contrattuali, ferme da ben 8 anni. Non si può tollerare che le risorse economiche stanziate siano così inadeguate a fronte di un prolungato saccheggio dei fondi contrattuali della nostra categoria e a fronte dei risparmi generati dalle mancate assunzioni di dirigenti medici e sanitari“.
“Nonostante l’evidente costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei medici – prosegue la nota sindacale – il Governo non ritiene che la professione medica sia da considerare ‘lavoro usurante (condizione riconosciuta invece ad altre categorie professionali): se non si prendono provvedimenti i cittadini rischieranno di essere curati da medici e dirigenti sanitari ultra-sessantacinquenni, demotivati per mille ragioni, che dovranno svolgere attività stressanti come se fossero a inizio carriera, magari in pronto soccorso o in sala operatoria. Il cittadino deve aprire bene gli occhi davanti a queste cose!!!“
Venedo alla situazione specifica della Valle d’Aosta, il sindacato dei medici denuncia: “Le risorse finanziarie continuano ad essere insufficienti per rimpinguare fondi specifici che potrebbero essere utili ad attrarre nella nostra realtà i professionisti e invogliare quelli presenti a non cercare altre vie. Il rischio che stiamo correndo è lo spopolamento del nostro ospedale, dove da una parte i concorsi sempre più frequentemente vanno deserti e dall’altra molti colleghi sperano nelle nuove norme in ambito pensionistico per raggiungere l’agognata pensione oppure aspettano di potersi trasferire altrove, alla ricerca di condizioni di carriera ed economiche migliori“.
Anaao Assomed offre la sua collaborazione “per cercare di evitare il punto di non ritorno nella nostra sanità. È palese però che se si vuole una sanità di un certo livello si deve investire, e si deve investire soprattutto nelle risorse umane e nella tecnologia. In alternativa il deserto è alle porte…e le scelte politiche ricadranno su tutti! Al momento la buona volontà e l’etica professionale consentono di garantire, nonostante tutto, i servizi sanitari: alle carenze di organico e alle liste d’attesa rispondiamo con orario di lavoro che non si ferma quasi mai all’orario istituzionale: tante attività sono garantite grazie a ore di straordinario che in realtà tali non sono, in quanto spesso non vengono né remunerate né recuperate. Ciò per far capire alla cittadinanza che alcune regole (quali quelle della legge Madia), sono da rivedere nel caso dei professionisti della sanità: non conviene a nessuno che i medici vengano assimilati alla categoria impiegatizia.
Ma le leggi ovviamente vanno rispettate, e anche per questo chiediamo anche il rispetto del contratto vigente, nel bene e nel male“.
Martedì 12 dicembre, alle ore 11, all’Ospedale Parini, nell’atrio all’ingresso (Zona Piastra) si svolgerà un sit-in sindcaale.
Saranno comunque garantiti i servizi essenziali.
Pubblicato / aggiornato
il 08/12/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
