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Ad Aosta, nuova tecnica per identificare il linfonodo sentinella pelvico

Ad Aosta, nuova tecnica per identificare il linfonodo sentinella pelvico

L’équipe chirurgica specializzata in chirurgia mininvasiva del reparto di Ostetricia e Ginecologia ha eseguito, mercoledì 13 dicembre, per la prima volta nell’ospedale Beauregard, un intervento di chirurgia oncologica con una tecnica innovativa.

Una donna affetta da cancro dell’endometrio ha affrontato un intervento in chirurgia laparoscopica mininvasiva nel quale si è adottata una nuova tecnica che permette di identificare il linfonodo sentinella pelvico, quello che per primo viene interessato dalle metastasi, tramite l’impiego di indocianina verde (ICG) e  di un innovativo sistema video in grado di identificarlo.
La tecnica chirurgica, introdotta recentemente in Italia, consente di sapere se il tumore al collo dell’utero o all’endometrio è diffuso anche ai linfonodi. In tal modo non sarà necessario asportare tutti i linfonodi presenti nella zona interessata, ma solo il cosiddetto “sentinella”. Si tratta dell’evoluzione migliorata della tecnica più tradizionale. Nella procedura classica è previsto innanzitutto il passaggio in Medicina Nucleare per il trattamento con radiofarmaco; in questo caso, invece, la sostanza può essere iniettata direttamente nel collo dell’utero dal chirurgo, dopo l’anestesia generale 
Abbiamo eseguito con successo la prima procedura chirurgica utilizzando una nuova strumentazione – spiega Livio Leo, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Dopo pochi minuti dall’iniezione nel collo dell’utero utilizzando una apposita tecnologia della telecamera collegata all’ottica laparoscopica, è stato evidenzia il primo linfonodo, subito asportato e inviato all’esame istologico”. 
L’assenza di tumore nel linfonodo sentinella – prosegue Livio Leo – assicura la negatività di tutti i linfonodi regionali con un valore predittivo negativo del 100%. Questo esclude la necessità di asportare tutti i linfonodi per l’esame istologico e di ridurre le complicanze post chirurgiche. La riduzione della complessità chirurgica permette altresì di affrontare la maggior parte di queste patologie per via laparoscopica, riducendo ulteriormente la morbilità a breve e lungo termine migliorando così la qualità di vita delle pazienti”.
L’ospedale di Aosta è uno tra i pochi centri italiani ad aver utilizzato questa tecnica. 
I vantaggi operatori – conclude Livio Leo – riguardano la riduzione dei tempi e una maggiore appropriatezza nell’intervento chirurgico. L’obiettivo è quello di poter offrire alle pazienti un trattamento specialistico, secondo le più moderne tecniche oggi disponibili. Ricordo che la paziente operata ieri è in ottime condizioni ed è prossima alla dimissione”.


 

Pubblicato / aggiornato il 14/12/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute