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Un tavolo di confronto per la rimodulazione delle Adaptation

Un tavolo di confronto per la rimodulazione delle Adaptation

Nel tardo pomeriggio di giovedì 14 dicembre, l’Assessore all’Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e il Sovraintendente agli Studi hanno incontrato le organizzazioni sindacali scolastiche per fare un’ulteriore analisi sulle criticità sorte nella fase sperimentale dell’attuazione delle Adaptations.

Nel corso dell’incontro, è emersa la volontà di aprire un tavolo di confronto sulla revisione e sulla rimodulazione delle Adaptation, che saranno condotte con il supporto scientifico della Commissione tecnica nominata dalla Giunta regionale e composta da Gisella Langé (Ispettore Tecnico di Lingue straniere in servizio presso il Ministero Istruzione, Università, Ricerca), Mary Coonan (docente ordinario presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Univeristà Ca’ Foscari di Venezia) e Diana Saccardo (Dirigente del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Miur).
Nella fase di avvio del progetto si era attribuito carattere sperimentale alle Adaptations, per valutarne in itinere i punti di forza e di debolezza, consapevoli che si sarebbero potute rendere necessarie delle rimodulazioni del progetto – dice l’assessore Emily Rini -. Non si tratta oggi di compiere un passo indietro, ma un passo in avanti. Comprendo appieno le difficoltà evidenziate dai docenti e sono preoccupata soprattutto di un potenziale impoverimento delle competenze degli alunni stessi. Intendo quindi intervenire, dopo aver convocato il Consiglio scolastico regionale, già nel secondo quadrimestre per superare il vincolo delle discipline non linguistiche da affrontare in lingua e consentire alle istituzioni scolastiche di individuare autonomamente i moduli da svolgere in compresenza linguistica”.
Per la determinazione delle scelte sul percorso da attuare per l’anno scolastico 2018/2019, l’Amministrazione regionale intende confrontarsi con le forze sindacali e i componenti della comunità scolastica, al fine di arrivare a una revisione dell’attuale sistema, “che ha dimostrato indubbiamente delle fragilità, ma al quale si deve riconoscere il merito di aver riportato la questione linguistica al centro del dibattito, nella scuola e nella società“, sostiene Rini, che prosegue: “Il punto fermo, da cui partire, rimane quello di consolidare da una parte il nostro bilinguismo e, dall’altra, potenziare la conoscenza e l’apprendimento della lingua inglese, strumento necessario e imprescindibile per i nostri giovani, perché credo sia dovere di una seria politica scolastica dare a tutti gli stessi strumenti di accesso al mondo del lavoro, come lo è inequivocabilmente la lingua inglese e come richiedono da tempo le famiglie. Non si deve parlare di sospensione ma di rimodulazione, anche profonda, e di rilancio degli obiettivi sottesi al rafforzamento linguistico nella nostra regione”. 
La decisione della Regione arriva nello stesso giorno in cui il Consiglio dell’Istituzione scolastica Grand Combin ha adottato una risoluzione che boccia la metodologia Clil: “Analizzati i documenti degli insegnanti di Scienze e di Educazione motoria sull’applicazione della metodologia Clil in Valle d’Aosta condivide tutte le criticità espresse nei documenti in quanto la metodologia CLIL, così come viene imposta dall’Amministrazione regionale: Non favorisce sicuramente l’acquisizione dei contenuti disciplinari non linguistici, anzi li banalizza;
Non crea ambienti di apprendimento che favoriscono l’atteggiamento pluridisciplinare, anzi complica quelli già in essere;
Non sviluppa consapevolezza multiculturale in quanto risulta incoerente e avulsa dai processi di tipo economico e sociale che stanno caratterizzando il mondo della scuola nel suo insieme;
È fortemente lesiva della libertà d’insegnamento costituzionalmente riconosciuta anche perché frutto di un procedimento politico-amministrativo non condiviso;
Incide negativamente sull’organizzazione didattica già complessa delle pluriclassi nella Scuola Primaria.”
Il Consiglio d’istituto auspica dunque una “una decisa inversione di rotta dell’Amministrazione regionale, in modo che la metodologia Clil in Valle d’Aosta, già abbondantemente archiviata nei paesi europei avanzati, sia ricondotta in un solco di sostenibilità didattica“.
Venerdì 15 dicembre è arrivata anche la presa di posizione dell’Istituzione scolastica E. Martinet di Aosta, i cui docenti: “confermano la necessità di rivedere la sperimentazione e ribadiscono la validità dei commenti raccolti all’interno dell’istituzione in occasione del Collegio Docenti Unitario del 29 novembre 2017, occasione in cui è stato approvato un documento che evidenzia le criticità emerse in seguito all’avvio della sperimentazione biennale delle Adaptations. Gli insegnanti propongono le loro riflessioni, dopo un percorso in cui hanno dato piena disponibilità ad applicare le indicazioni regionali e gli inviti a un aggiornamento professionale, sono infatti numerosi  i docenti che hanno frequentato e stanno frequentando corsi di lingua. A consuntivo di un anno di sperimentazinoe, però, emergono diversi aspetti didattici ed organizzativi che richiedono una analisi urgente. Nello specifico sono emersi  problemi legati alle competenze linguistiche richieste ai docenti, e considerate le fascia d’età a cui la sperimentazione è rivolta.
Il Collegio Docenti, consapevole del grande valore formativo di un apprendimento plurilingue fin dalla scuola dell’infanzia, esprime quindi la necessità che esso avvenga in maniera naturale ed efficace, senza forzature imposte da rigide percentuali orarie; che non vada a penalizzare altre discipline, compresa la lingua italiana, semplificandone e banalizzandone i contenuti che subiscono inoltre una considerevole riduzione; che permetta alle lingue di mantenere la loro posizione dignitosa di strumento di comunicazione di conoscenze, pensieri e sentimenti e di non correre il rischio di ridursi ad un antipatico ostacolo alla comprensione; che, per la scuola  secondaria di primo grado si torni ai progetti interdisciplinari bilingui in francese e si incrementi il numero di ore settimanali per l’inglese anche in considerazione delle prove Invalsi dove gli alunni della Valle d’Aosta si trovano in posizione di svantaggio rispetto al resto d’Italia (mezz’ora settimanale in meno di insegnamento, a causa dei moduli orari ridotti a 50 minuti);  che la situazione attuale creatasi in fase di sperimentazione delle Adaptation venga analizzata seriamente da parte di esperti in didattica della lingua; che dal prossimo anno scolastico questa sperimentazione sia sospesa a tutti i livelli e rivista alla luce delle criticità emerse“.​





 


 






 

Pubblicato / aggiornato il 15/12/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione