A rischio il Bilancio regionale?
Si presenta in salita il cammino del Bilancio della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2018/20.
Tutto ruota attorno al contributo della Valle d’Aosta al risanamento della finanza pubblica.
Approvando il Bilancio 2017, il Consiglio Valle aveva accantonato a tal fine 144,3 milioni di euro che però la Regione ritiene non essere dovuti. Ciò sulla base di una sentenza della Corte costituzionale del 2015, che afferma la temporaneità del contributo che “cesserà di essere dovuto nel 2017”.
Di diverso avviso il Ministero dell’Economia e Finanze che, nel maggio 2017, ha emesso il decreto di imposizione del contributo.
La Regione ha impugnato il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale e al TAR del Lazio e la sentenza è attesa per i primi mesi del 2018.
Il 4 novembre, quando era venuto ad Aosta per sostenere la campagna elettorale di Raimondo Donzel quale segretario del Partito democratico, Laurent Viérin e l’allora assessore al Bilancio Ego Perron avevano incontrato il viceministro del Mef Enrico Morando. Questi aveva ascoltato la richiesta di mediazione e superamento del contenzioso e aveva affermato ai nostri microfoni: “noi siamo impegnati a trovare un’intesa perché il contributo che è stato richiesto in passato non può essere, come ha detto la sentenza della Corte, riproposto come ordinario e normale”.
Il senatore Albert Lanièce aveva proposto, al Senato, un ordine del giorno che era stato accolto dal Governo come raccomandazione. In tale testo, il senatore ricordava anche che il contributo in questione, sommato agli altri previsti in favore dello Stato da altre normative, porta a un taglio di 243 milioni annui, pari a circa il 20,5% del Bilancio regionale.
La Giunta regionale ha approvato il Bilancio il 1° dicembre e, il 15 dicembre, il via libera alla discussione in Consiglio Valle è stato dato dalla Commissione consiliare.
Lo stesso giorno si è riunita – a Roma – la Commissione Bilancio, tesoro e programmazione. Sono intervenuti il viceministro Morando e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianclaudio Bressa. Alle 16.30, Francesco Boccia, presidente della Commissione e relatore della legge, ha avvertito i commissari che il Governo aveva presentato un emendamento che regolava i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Valle d’Aosta. Dal momento che si trattava di un accordo già raggiunto tra il Governo e le citate regioni, ha preso atto che i gruppi hanno rinunciato al termine per la presentazione dei subemendamenti. L’accordo è estrinsecato in questi termini: “Nelle more della definizione dei complessivi rapporti finanziari fra lo Stato e la regione Valle d’Aosta che tenga conto, tra l’altro, delle sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015 e n. 154 del 2017, gli accantonamenti a carico della regione Valle d’Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica sono ridotti di 45 milioni di euro per l’anno 2018, 100 milioni di euro per l’anno 2019 e 120 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020”.
Quindi, per il 2018, la Valle d’Aosta dovrebbe accantonare 99,3 milioni; 44,3 per il 2019 e 24,3 dal 2020.
Nel tardo pomeriggio di sabato 16 dicembre, una lettera è partita da Piazza Deffeyes alla volta di Roma, indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri, al viceministro Morando e al presidente della Commissione Bilancio. Nella missiva il presidente della Regione Laurent Viérin dice di essere venuto a conoscenza dell’emendamento e di aver visto “con stupore come il contenuto dello stesso contraddica gli impegni assunti da codesto Governo per la soluzione della questione finanziaria aperta tra la Regione e lo Stato”. “In una logica di leale collaborazione”, Viérin ha chiesto “un incontro urgente con le SS.LL. al fine di risolvere la questione, in modo che sia garantito il rispetto delle sentenze del Giudice costituzionale e degli impegni precedentemente assunti”.
Martedì 19 dicembre, il documento finanziario regionale arriverà nell’aula del Consiglio Valle. Il presidente Viérin ci ha ribadito il suo convincimento: “Per noi il 2018, secondo le sentenze, non è più dovuto”. Però approvare la legge finanziaria regionale nell’attuale formulazione la esporrebbe al rischio di impugnativa da parte del Governo. E le risorse impegnate con la parte eventualmente impugnata non sarebbero spendibili; ciò comprometterebbe i settori di attività coinvolti.
Pubblicato / aggiornato
il 16/12/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
