Scontro politico sull’opportunità di discutere il Bilancio
I lavori del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, martedì 19 dicembre, si sono aperti con un duro scontro fra maggioranza e opposizione rispetto alle modalità di organizzazione dei lavori.
l’Assemblea regionale, prima di iniziare l’esame congiunto del Documento di economia e finanza regionale-DEFR, della legge di stabilità, della legge di bilancio e delle disposizioni collegate per il triennio 2018-2020 della Regione autonoma Valle d’Aosta, ha respinto con 21 voti contrari e 13 a favore una richiesta della minoranza di rinviare la discussione.
Il Capogruppo di Alpe, Albert Chatrian, richiamando l’incontro con il Deputato valdostano avvenuto in Conferenza di Capigruppo nella prima mattinata, ha proposto il rinvio: «Dato che l’emendamento proposto dal Governo nazionale, che inserisce nuovamente l’accantonamento di 100 milioni di euro a favore dello Stato, non sarà votato prima di giovedì, riteniamo impossibile affrontare una discussione al buio, senza avere le certezze finanziarie di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo sapere se discutiamo su di un bilancio certo o sull’indeterminatezza delle cifre, altrimenti tutti i nostri emendamenti o i nostri ordini del giorno non avrebbero significato. Proprio perché abbiamo a cuore l’importanza di questa finanziaria che è l’ultima di questa Legislatura, chiediamo di rinviare questa discussione.»
Il presidente della Regione, Laurent Viérin, si è detto stupito e ha ritenuto non accoglibile la richiesta: «Crediamo che questa proposta non vada nello spirito di difendere le prerogative della nostra comunità, anzi oggi c’è l’esigenza di approvare un bilancio da parte della nostra Regione e non crediamo che essere autonomi significhi rinunciare per farlo fare a Roma. In questi due mesi abbiamo lavorato per costruire il DEFR e quindi la legge di stabilità e il bilancio su di una situazione che è aperta da un anno, rivendicando la non doverosità dell’accantonamento a favore dello Stato per il 2018. Essere autonomisti significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non aspettare che arrivino le decisioni dal livello nazionale. Oggi, abbiamo un bilancio che interpreta le esigenze della nostra comunità e costruito sulla base di tutti i passaggi di codificazione e concertazione: continuiamo a seguire l’evoluzione, per il tramite dei Parlamentari, e quando lo Stato avrà definito il proprio bilancio, noi agiremo per difendere le nostre prerogative. Rimandare ulteriormente, significa rimandare tutti i successivi atti. Oggi, non abbiamo soltanto il diritto ma il dovere di discutere il nostro bilancio di previsione.»
Il consigliere Elso Gerandin (GM) ha sostenuto il rinvio della discussione: «In caso di necessità di un’azione concreta per difendere le prerogative della nostra Regione, non solo ci saremo, ma saremo in prima linea. Peccato che questa partita sia stata giocata in perfetta solitudine dal Presidente della Regione e dal suo cerchio magico, coi suoi fedelissimi. Non è vero che vogliamo favorire l’esercizio provvisorio, perché ci assumiamo l’impegno formale di chiudere entro venerdì alle ore 18, quando ci sarà già stato il voto di fiducia alla Camera e, di conseguenza, il voto in Senato vedrà un testo blindato. Slittare di un giorno è un tto di responsabilità per votare un bilancio di cui si conosce l’esatta portata finanziaria.»
Al rientro in aula dopo una sospensione, richiesta per consentire una riunione della Conferenza dei capigruppo e una dei gruppi di minoranza, ha preso la parola Pierluigi Marquis. Si è rammaricato che il Governo, rispettando il Regolamento ma senza correttezza istituzionale, abbia impedito alla minoranza di audire il dirigente della Ragioneria. L’incontro avrebbe avuto lo scopo di ottenere alcuni chiarimenti: “Potremo lavorare con ciò di cui siamo a conoscenza“, ha commentato. La minoranza aveva proposto di dilazionare l’approvazione del documento finanziario regionale sino all’approvazione della finanziaria di Stato, per disporre di ua certezza delle entrate, poiché 100 milioni in più o in meno cambiano le linee programmatiche di un’Amministrazione. E anche perché, ha evocato Maquis “ci possono essere responsabilità politiche ma anche personali per chi approva il documento“. E ha poi concluso: “Le prerogative vanno difese nell’ambito della legittimità istituzionale e del rispetto delle regole“.
Il presidente della Regione, Laurent Viérin, gli ha replicato: “Abbiamo una visione diametralmente opposta: essere autonomisti non è una questione tecnica ma un ideale che si ha o non si ha. Noi non pensiamo che si debba rinviare il Bilancio regionale per farcelo fare da Roma. Se noi approviamo il nostro Bilancio, quando lo Stato avrà approvato il proprio rivendicheremo la nostra posizione“.
A questo punto vi è stato uno scambio vivace fra il consigliere Claudio Restano e il presidente del Consiglio Andrea Rosset. Il primo voleva prendere la parola per replicare alle affermazioni politiche del presidente Viérin; il secondo, rifacendosi a una decisione della Conferenza dei capigruppo, non lo ha autorizzato, affermando: “Se crediamo in una politica seria, non è questo il metodo. Potrete esprimere tutto ciò che vorrete nella discussione sul Bilancio“. Restano ha dunque concluso: “Prendo atto che lei non ci lascia parlare di importanti questioni politiche ma lo lascia fare solo ai rappresentanti del suo movimento, rappresentando un grande esempio di democrazia“.
I lavori sono dunque proseguiti con l’illustrazione della relazione da parte di Renzo Testolin: presidente della seconda Commissione del Consiglio Valle e assessore al Bilancio in pectore.
Ha poi preso la parola il presidente Viérin, per illustrare compiutamente le ragioni per cui il Governo ritiene illegittima la richiesta di accantonamento da parte dello Stato e ha ribadito l’impellenza di approvare il documento finanziario regionale così come redatto.
Pubblicato / aggiornato
il 19/12/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione


