Marguerettaz: mi astengo sulla manovra ma voto la fiducia
Queste le sue parole: “Voglio innanzitutto sottolineare un fatto che giudichiamo positivamente: il Governo, per voce del viceministro Morando, ha pubblicamente riconosciuto che, in questi anni, è stata chiesta alla Valle d’Aosta una compartecipazione eccessiva al ripianamento del debito dello Stato. Questa affermazione, che condividiamo senz’altro avendola più volte denunciata all’interno di quest’aula e non solo, è certamente soffregata dai fatti. Un dato per tutti, fornito in questi giorni dal presidente della Regione: negli ultimi sei anni, la Valle d’Aosta ha concorso alla finanza pubblica dello Stato per un totale di un miliardo e 256 milioni di euro. Una dato che se vogliano capire meglio, dobbiamo rapportare a quella che è la popolazione valdostana e ne dedurremmo che, a ogni valdostano, dall’ultimo neonato al più anziano, è come se fossero stati prelevati in questi anni la bellezza di 10mila euro a testa. Dunque il confronto tra la Regione e il Governo, alla luce di questa legge di bilancio, si è svolto con un comune obiettivo: quello di rendere più equa questa situazione. Dirò più avanti le contrarietà sulle traduzioni concrete di questa volontà, ma sono certo della buona fede che ha guidato l’azione del Governo e riconosco lo sforzo fatto nel reperire le risorse finanziarie che hanno portato alla formulazione dell’emendamento che ci riguarda. Per spiegare meglio però perché non condividiamo l’emendamento governativo così com’è stato formulato, è meglio fare qualche passo indietro. All’inizio di questa iniquità che descrivevo, c’è il decreto legge 95/2012, sul quale grava una sentenza della Corte costituzionale: la 77 del 2015. Tale sentenza, riferendosi al contributo richiesto alla Regione, afferma che ‘esso è espressamente circoscritto temporalmente fino al 2017’. Ora, sulla base di questa sentenza, è in corso un nuovo ricorso contro il decreto del Mef del 9 maggio scorso che si basa sostanzialmente su una diversa interpretazione dell’applicabilità o meno di questa legge nell’anno in corso. Su questo contenzioso avremo la sentenza nel prossimo mese di marzo ma una cosa appare chiara (almeno a me, che non sono un fine giurista ma un semplice montanaro) che se quella sentenza dice che il contributo è espressamente circoscritto fino al 2017, non si può certo pensare che vi siano altri accantonamenti a carico della regione dal 2018 in avanti. Ora, stranamente, l’emendamento governativo (dove ho l’impressione che la mano del funzionario forse abbia prevalso su quella della politica), pur prevedendo una riduzione degli accantonamenti, li conferma fino al 2020 e oltre. Facendo a mio avviso paradossalmente esplicito riferimento alla sentenza della Corte costituzionale che, come dicevo, li circoscrive fino al 2017. È quindi prevedibile, dati i precedenti, che questa impostazione genererà altri contenziosi dai quali deriverà, delle due l’una, che lo Stato o la Regione dovranno rimettere mano ai loro Bilanci. Ecco perché il mio voto alla manovra sarà un voto di astensione. Mentre confermo la volontà di rinnovare, se sarà posta come immagino, la fiducia al Governo. Un voto di fiducia che vuole essere un auspicio soprattutto. Io appunto mi auguro (anche perché penso sia interesse sia dello Stato sia della Regione autonoma Valle d’Aosta) si utilizzi anche quest’ultimo scampolo di legislatura per continuare il confronto e trovare soluzioni diverse da quelle che oggi discutiamo. Si darebbe tra l’altro così seguito anche all’ordine del giorno del senatore Lanièce, accolto dal Governo come raccomandazione, che a oggi risulta disatteso“.
Pubblicato / aggiornato
il 21/12/2017 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
