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Alpe denuncia: la maggioranza opera senza prudenza, onestà intellettuale e prospettiva

Alpe denuncia: la maggioranza opera senza prudenza, onestà intellettuale e prospettiva

Dopo l’approvazione del Bilancio 2018/20 della Regione autonoma Valle d’Aosta, Alpe ritiene di puntualizzare alcuni aspetti.

La Legge di bilancio è stata votata alla Camera (270 voti favorevoli e 172 contrari) nella mattinata di venerdì 22 dicembre  e il provvedimento è tornato al Senato per il voto definitivo. Entro fine anno sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Il documento votato contiene l’emendo che riguarda la Valle d’Aosta. Ricordiamone il testo: “Nelle more della definizione dei complessivi rapporti finanziari fra lo Stato e la regione Valle d’Aosta che tenga conto, tra l’altro, delle sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015 e n. 154 del 2017, gli accantonamenti a carico della regione Valle d’Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica sono ridotti di 45 milioni di euro per l’anno 2018, 100 milioni di euro per l’anno 2019 e 120 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020“.
Scrrivono dunque il presidente di Alpe, Alexis Vallet, e il capogruppo in Consiglio Valle, Alberto Chatrian: “
sappiamo che il governo nazionale per il 2018 ha previsto con un contributo da parte della Valle d’Aosta di 99 milioni di Euro, sappiamo che il governo nazionale ha previsto un contributo della Valle anche per il 2019 e il 2020,sappiamo che la maggioranza regionale ha messo in piedi un bilancio non tenendo in alcun modo conto di queste richieste. Non si accantona nulla. Noi spendiamo tutto, sappiamo che ancora una volta sono stati gestiti i rapporti con Roma in maniera personalistica e che ancora una volta questo ha significato disgrazia per la nostra Regione. In una situazione del genere, tre sarebbero dovuti essere i cardini dell’azione regionale, cardini che avremmo condiviso in pieno: 
PRUDENZA: Noi di Alpe pensiamo che non si possa amministrare una regione come un’azienda privata. Visto e considerato che eventuali disastri saranno pagati dai valdostani e non da chi approva il bilancio sarebbe doveroso che il governo si muovesse con principi di PRUDENZA. La Regione non è un Casinò. Le scommesse si possono fare nella propria sfera personale, non nel gestire una regione.

ONESTÀ INTELLETTUALE: non si fanno le battaglie politiche sulle tasche dei cittadini. Non si combatte la lotta autonomista usando il bilancio. Si dimenticano i rapporti con Roma per anni (la Valle d’Aosta è l’unica regione a statuto speciale che non ha aperto un tavolo di confronto sui temi economici) e poi quando ci tolgono risorse facciamo finta di insorgere. Combattiamo la battaglia dell’autonomia sui tavoli istituzionali che le competono. Ma il bilancio non è uno di questi. La dignità autonomistica non si calcola con la paghetta che riceviamo o meno dallo stato.
PROSPETTIVA: smettiamola di far finta di nulla. Per anni abbiamo gestito i rapporti con Roma in maniera disastrosa e inadeguata, ora pare si sia ricominciato. Solo una visione rinnovata e di prospettiva può pensare di gestire le sfide politiche nazionali e internazionali in modo positivo“.
Chatrian e Vallet ritengono che, invece, la maggioranza regionale abbia agito “senza prudenza (spende soldi che molto probabilmente non ha), tacconando una totale assenza di prospettiva politica con una chiamata alle armi sui soldi e, aldilà degli annunci, senza dare alcuna prospettiva ai valdostani“.
L’auspicio di Alpe è che “il conto che i valdostani pagheranno di questi atteggiamenti da politica di un altro secolo non sia troppo salato” e auspica che “già tra qualche mese la Valle d’Aosta sappia spiegare come l’ora dei giochetti e dell’improvvisazione sia ormai finita“.

Pubblicato / aggiornato il 22/12/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione