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Lanièce vota la Legge di Bilancio perché dà soldi al sociale, alla musica e all’agricoltura

Lanièce vota la Legge di Bilancio perché dà soldi al sociale, alla musica e all’agricoltura
 

Sabato 23 dicembre, il senatore Albert Lanièce ha votato la fiducia posta dal Governo sulla legge di bilancio 2018.

Per giustificare la propria decisione, il senatore si è espresso in questi termini: “L’aspetto positivo di quest’ultima finanziaria della legislatura riguarda il riconoscimento da parte dello Stato del grande sforzo economico fatto dalla Valle d’Aosta per contribuire al risanamento del Paese: nell’emendamento governativo presentato alla Camera vi è la  volontà di definire nel futuro prossimo un accordo tra Governo e Regione autonoma Valle d’Aosta per chiudere i contenziosi ancora aperti e gettare le basi per una nuova fase che, grazie alla congiuntura economica internazionale notevolmente migliorata rispetto a pochi anni fa, renda l’attività amministrativa più solida, con maggiori certezze; in tal senso è doveroso ringraziare in particolare il viceministro Enrico Morando per l’impegno profuso in questa delicata ed impegnativa fase politica“.
Lanièce ha specificato quali ritiene essere i provvedimenti qualificanti questa legge di Bilancio: bonus bebé incrementato, figura del caregiver, ape sociale allargata, incremento di 5 milioni di euro per il fondo che finanzia la legge sull’autismo, il bonus economico per l’acquisto di strumenti musicali e altri provvedimenti che interessano l’agricoltura di montagna. Su questo ultimo punto, spiega Lanièce, durante il passaggio alla Camera, il Governo ha ritenuto di presentare nuovamente un emendamento che il senatore unionista aveva proposto in Commissione (e che era stato accantonato al fine di trovare le coperture economiche) finalizzato a trovare risorse per lo sviluppo dell’attività agropastorale di montagna: “si tratta di 20 mln di euro nel prossimo biennio che potranno essere messi a disposizione anche per la Regione Valle d’Aosta; inoltre è stato confermato in via definitiva un emendamento che avevo presentato in Senato e che concede un anno in più (fino al 31 dicembre 2018) alle aziende agricole che ricevono Pac fino a 25 mila euro (il tetto era 5 mila euro nel del fiscale) per presentare la certificazione antimafia, evitando così ulteriori lungaggini burocratiche e ingorghi amministrativi“.

Pubblicato / aggiornato il 23/12/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione