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Savt école: RaVdA intervenga in favore dei diplomati magistrali precari storici

Savt école: RaVdA intervenga in favore dei diplomati magistrali precari storici

Il 21 dicembre 2017 è stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato sul diritto dei diplomati magistrali ante 2002 di essere inseriti nelle Graduatorie a esaurimento.

La sentenza era attesa da migliaia di aspiranti in tutta Italia, dopo che il DPR 25 marzo 2014 aveva dichiarato che i diplomi magistrali conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002 hanno valore abilitante. Il suddetto decreto ha sancito ciò che dallo stesso Ministero all’Istruzione era stato negato per 15 anni: dal momento in cui, nel 1998, fu istituito il corso di laurea in scienze della formazione primaria.
Il D.P.R. del 24 marzo 2014 ha fatto sì che migliaia di diplomati magistrali si rivolgessero ai giudici per ottenere una posizione nelle GAE, che avrebbero potuto avere se avessero avuto il riconoscimento del titolo abilitante prima della trasformazione delle graduatorie stesse da permanenti a esaurimento.
Tutto questo complesso quadro giuridico ha fatto sì che coloro che si sono laureati in Scienze della Formazione Primaria si sentissero esautorati e scavalcati, mentre miriadi di persone che si sono diplomate 20 o 30 anni fa (e che in qualche caso non hanno mai prestato un anno di servizio) chiedessero di essere stabilizzate nella scuola.
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, decine di persone che hanno ottenuto l’incarico di supplenza per tutto l’anno scolastico in base allo scorrimento delle GAE, si trovano nella condizione di essere licenziati in tronco.
La cosa più grave è che, per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria, il Governo uscente non ha previsto nessuna fase transitoria per l’assunzione, fase che invece è in procinto di avviarsi per i docenti della secondaria. Inoltre, l’iniquità ancor più grave è che in Italia vi sono oltre duemila docenti destinatari di sentenze favorevoli e già passate in giudicato, che non saranno toccati dalla sentenza della Adunanza Plenaria: ci troviamo nel paradosso per cui lo stesso diritto è concesso agli uni e negato agli altri.
È necessario un intervento politico che riequilibri e contemperi i diritti dei diplomati magistrali precari storici con quelli degli aspiranti laureati e/o laureandi. Il Savt école chiede dunque anche all’Amministrazione scolastica regionale di farsi portavoce verso il Ministero di questa improcrastinabile urgenza.


 

Pubblicato / aggiornato il 30/12/2017 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro