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In minoranza si sfoglia la margherita

In minoranza si sfoglia la margherita

Mentre, pur con fughe in avanti e brusche frenate, la maggioranza ha ufficializzato il percorso di coalizione per le elezioni politiche, il fronte avversario è ancora in pieno travaglio.

Le riunioni si susseguono nei giorni feriali e nei festivi, plenarie e disgiunte, segrete ma non abbastanza.
L’obiettivo di partenza, che verosimilmente non sarà centrato, era ambizioso: predisporre un progetto solido e realizzabile per il rilancio della Valle d’Aosta, poi scegliere due candidati credibili ma non appartenenti a nessuno fra i movimenti della coalizione. Due persone non divisive ma, anzi, nelle quali i Valdostani potessero riconoscersi. Non che non ce ne siano: è che non sono interessate. E quindi si torna a chi ha dato la propria disponibilità ai movimenti di appartenenza: Albert Chatrian per Alpe e Luciano Caveri per Mouv’ (gli manca solo l’esperienza senatoriale per conquistare il Grande Slam della politica). Rudy Marguerettaz, invece, sarebbe per nulla interessato a una candidatura che non sia trasversale e largamente sostenuta. La discussione sui nomi solletica suscettibilità e genera levate di scudi e veti incrociati più o meno espressi, con maggiore o minore intransigenza. Ma anche la discussione sui programmi non è scevra da frizioni, fra chi sostiene l’esigenza di un accordo di lunga durata e ampio respiro e chi vorrebbe procedere per singoli step.
Poi ci sono le sirene di maggioranza, che suonano suadenti. Il pentapartito ha tutto l’interesse a rompere il fronte della minoranza (già segmentato di per sé per il non coinvolgimento della sinistra, della destra, della Lega e del Movimento 5 Stelle). Uvp soffia sul fuoco delle differenze, spargendo al contempo miele sul cammino del ritorno alle origini, lanciando appelli per il bene della Valle d’Aosta. I richiami seducenti sono indirizzati agli autonomisti di buona volontà (dunque cattolici?) e si ripetono come onde. Ma fanno venire il mal di mare a chi vorrebbe il tavolo chiuso e, anzi, non lo considera abbastanza operativo. Forse perché vedrebbe ulteriori ingressi indebolire la propria già instabile posizione.
Troppo presto per preconizzare come andrà a finire, ma la prossima settimana sarà presumibilmente risolutiva, su tutti i fronti. Mancano 57 giorni all’appuntamento con il voto del 4 marzo e i Valdostani da convincere a recarsi alle urne (o a starne lontani) sono quasi 100mila.

Pubblicato / aggiornato il 06/01/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione