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Respinte le mozioni sulle Adaptation e per il ricorso contro la Finanziaria di Stato

Respinte le mozioni sulle Adaptation e per il ricorso contro la Finanziaria di Stato

Il Consiglio Valle, a inizio della seduta dell’11 gennaio, ha dibattuto la riforma del sistema di istruzione e formazione scolastica trattando una mozione, presentata congiuntamente da ALPE, AC-SA-PNV e M5S.

Il testo, respinto con 11 voti favorevoli (ALPE, AC-SA-PNV, GM e M5S) e 19 astensioni (UV, UVP, PD-SVdA e EPAV), intendeva impegnare l’Assessore all’istruzione e cultura a dare corso a revocare il documento “des Adaptations” e le relative delibere di Giunta già per il prosieguo di quest’anno scolastico, presentando alla quinta Commissione le modalità di valutazione da seguire da parte degli insegnanti in sede di scrutinio per dare validità all’anno scolastico in corso.
La mozione era anche volta a modificare la legge regionale n. 18/2016 in materia di riforma del sistema di istruzione e formazione scolastica, prevedendo la presentazione alla quinta Commissione entro il 31 gennaio 2018 un disegno di legge per: salvaguardare e sviluppare modernizzandolo il particolarismo e il bilinguismo della scuola valdostana; favorire il plurilinguismo anche in modo interdisciplinare, ma non rigidamente compreso in schemi vincolanti per le Istituzioni; apportare le necessarie modifiche all’alternanza scuola lavoro in modo da permettere un’interazione reale, proficua e sostenibile, favorendo anche la possibilità di fruizione di tali progetti anche per gli atleti appartenenti alle federazioni iscritte al Coni nella fascia di età compresa tra 16 e 20 anni che frequentino le scuole di secondo grado della Valle d’Aosta e che abbiano, nell’anno precedente o nell’anno corrente, partecipato a competizioni sportive integrate nel calendario sportivo federale come di livello nazionale e internazionale, è riconosciuta una quota dell’attività di allenamento come percorso di alternanza scuola-lavoro.
La Consigliera di ALPE Chantal Certan, nell’illustrare le altre modifiche normative proposte nella mozione, ha sottolineato che i passaggi tra novembre e dicembre hanno in modo inequivocabile decretato il fallimento didattico e pedagogico della legge Rini n. 18/2016 e delle Adaptations. La Consigliera ha comunque rilevato che, grazie alla professionalità e al grande impegno degli insegnanti e dei Dirigenti scolastici, questa sperimentazione è stata un’occasione di chiarimento. Inoltre, ha proseguito Certan, questa legge e il decreto delle Adaptations, che in particolare sull’educazione linguistica, ha messo in ginocchio tutta la scuola, vanno riviste insieme. Per Certan, si sono ottenuti risultati contrari a quelli decantati dalla maggioranza: l’educazione linguistica ad alto livello è invece a macchia di leopardo, esiste una discriminazione per gli alunni con problematiche e difficoltà, si sono abbassati gli obiettivi con conseguente impoverimento dell’apprendimento. La Consigliera ha quindi ribadito che la legge va modificata radicalmente per tutti gli ordini di scuola, non basta qualche rimodulazione, perché è stato scelto un metodo errato, perché ha indebolito l’intero sistema.
Il Consigliere Claudio Restano (AC-SA-PNV) è entrato nel merito dell’alternanza scuola-lavoro, esplicitando l’esigenza di adeguare la norma regionale per far rientrare in questo genere di attività l’allenamento sportivo. Il Consigliere ha spiegato che la norma statale permette di usufruire dell’alternanza scuola-lavoro solo per atleti coinvolti nei giochi olimpici, oppure compresi nei primi 12 posti nelle classifiche nazionali di categoria, oppure per i professionisti negli sport di squadra. Il Consigliere ha riferito che sarebbero circa 5.000 gli atleti delle scuole superiori coinvolti: si tratterebbe di un investimento sul futuro e la salute di questi ragazzi, che investono nello sport almeno 500 ore all’anno e che si formano come sportivi e come uomini.
Per il Consigliere Roberto Cognetta (M5S), ricordando la sua opposizione alla legge regionale sulla “Buona scuola”, ha auspicato di rimediare al più presto ad un errore, in modo da ripartire al meglio il prossimo anno scolastico. Cognetta ha osservato che la formazione, l’educazione e la cultura rappresentano un patrimonio di tutti, non possono essere un mero terreno di scontro politico.
L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha preso la parola confermando l’intenzione di voler apportare elementi migliorativi a questa riforma, nell’unico interesse della preparazione degli studenti. Né ora né allora, ha specificato Rini, ci sono stati fini elettoralistici, ma si è cercato di adattare al nostro territorio una legge nazionale che non avrebbe mai potuto essere applicata. L’Assessore, precisata la distinzione tra la legge n. 18/2016 e la delibera con cui sono state portate avanti le Adaptations, approvate dal Consiglio scolastico, ha ricordato che sin dall’inizio era prevista l’opportunità di apportare modifiche nella seconda parte dell’anno di applicazione della sperimentazione, confermando che l’intento della riforma era quello di dare a tutti le stesse possibilità, per non creare sul territorio scuole di serie A e di serie B.
L’Assessore ha proseguito affermando che il potenziamento delle competenze bi e pluri linguistiche è un processo che non si può e non si vuole fermare, ed è questo il perno del dibattito; non si vuole nascondere gli errori commessi soprattutto nelle modalità di inserimento delle Adaptations, ma capire come valorizzarle, eliminando la rigidità della scelta delle materie da svolgere in lingua inglese. L’Assessore all’istruzione ha annunciato che la sostanziale modifica, così come stabilito dal Consiglio scolastico, verrà proposta per il prossimo anno scolastico, dopo aver analizzato i dati dei monitoraggi compiuti e le suggestioni delle Commissioni tecniche. Per Emily Rini, la revoca in corso d’anno scolastico rappresenterebbe un passo indietro, mettendo in confusione le scuole e creando un vuoto normativo.
L’Assessore non ha poi ravvisato l’opportunità di modificare oggi l’articolo sull’alternanza scuola-lavoro nel senso proposto dalla mozione, anche per non creare false speranze a tutti i ragazzi che praticano sport. In ogni caso, ha espresso disponibilità ad aprire un dialogo in merito.
L’Assessore all’istruzione ha concluso annunciando il voto contrario della maggioranza alla mozione, ma ha ribadito la propria disponibilità a riferire in quinta Commissione per spiegare nel dettaglio gli obiettivi sul tema e ha invitato l’Aula a non buttare in bagarre politica un tema tanto delicato come la scuola, che merita di essere affrontato in maniera coesa.
Nella replica, il Consigliere Claudio Restano ha ribadito la validità della proposta di aprire le opportunità dell’alternanza scuola-lavoro al più ampio spettro di ragazzi, non solo ai pochi top atleti.
La Consigliera Chantal Certan, dando atto all’Assessore di aver riconosciuto gli errori commessi e di aver fatto mea culpa, ha voluto precisare che la legge n. 18/2016 e le Adaptations sono collegate. La Consigliera ha quindi confermato la propria collaborazione per apportare modifiche alla riforma, rimarcando come in tempi lontani dalla campagna elettorale siano mancati segnali di apertura da parte dell’attuale maggioranza. Evidenziato poi che le modifiche alla sperimentazione non possono essere fatte a piacimento, Certan ha invitato l’Assessore a parlare con i docenti, perché insegnare in lingua inglese non è automatico per tutti, non si improvvisa, richiede tempi di formazione adeguati.
Il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha osservato che per apportare queste modifiche e risolvere le criticità occorre darsi da fare, perché mancano solo quattro adunanze consiliari prima della fine della Legislatura. Per Cognetta, approvare la mozione avrebbe garantito un’accelerazione a questo processo.
Il Capogruppo dell’UVP, Nello Fabbri, ha rappresentato l’opportunità di riportare questi problemi complessi all’interno della quinta Commissione che presiede e che sta prestando la massima attenzione all’argomento, e ha motivato l’astensione alla mozione paventando il rischio di commettere lo stesso errore del passato, ovvero andare di fretta.
Le Chef de groupe de l’UV, Augusto Rollandin, a affirmé que l’école depuis toujours est un chantier ouvert et a souligné le fait que la loi régionale exprime la volonté de dépasser une série d’entraves qui ont créé pas mal de problèmes à d’autres Régions. En Commission, a-t-il ajouté, on aura la possibilité d’examiner les propositions afin d’améliorer les Adaptations.
Il Presidente della Regione, Laurent Viérin, ha concordato sull’opportunità di ascoltare e recepire le esigenze del mondo della scuola. Una scuola, ha specificato il Presidente Viérin, che non è all’appannaggio di qualcuno, l’intenzione della maggioranza è quella di affrontare trasversalmente le varie tematiche per apportare migliorie. Il Presidente della Regione ha infine ricordato che la legge regionale ha evitato la creazione di un dissesto nel nostro sistema scolastico, che è invece radicato e opera a tutela della nostra specificità.

L’Assemblea ha poi respinto, con 19 voti contrari (UV, UVP, PD-SVdA, EPAV) e 13 a favore (ALPE, AC-SA-PNV, M5S, GM), una risoluzione depositata in Aula dai gruppi di minoranza che intendeva impegnare il Governo regionale a ricorrere nelle sedi opportune contro la legge nazionale che contiene il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e il bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020, nelle parti che limitano pesantemente le prerogative della Regione autonoma Valle d’Aosta.
L’iniziativa è stata illustrata dal Capogruppo del gruppo Misto, Elso Gerandin, che ha ricordato come la discussione sulla legge di stabilità regionale 2018-2020 abbia evidenziato posizioni opposte riguardo alle incertezze derivanti dal bilancio dello Stato per il 2018 e per il triennio 2018-2020, in cui si prevede che, nelle more della definizione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Valle d’Aosta, gli accantonamenti a carico della Regione a titolo di concorso alla finanza pubblica sono ridotti di 45 milioni di euro per il 2018, di 100 milioni per il 2019 e di 120 milioni per il 2020. Per il Consigliere, malgrado questa incertezza, il bilancio regionale è stato approvato senza prevedere l’accantonamento di 100 milioni, salvo poi ritrovarsi, la Giunta, a fine dicembre a limitare le autorizzazioni di spesa nella misura di oltre 99 milioni di euro per il 2018. Il Consigliere ha quindi giudicato censurabile e inaffidabile il comportamento del Presidente della Regione nel millantare cifre che si sono rivelate infondate e il cui congelamento sta, tra l’altro, paralizzando l’azione degli Enti locali, ai quali i 10 milioni di euro promessi non esistono più, e mettendo in gravi difficoltà i soggetti beneficiari di misure ricomprese nella legge di stabilità regionale (cantieri forestali, contributi a consorzi, indennità contro le gelate primaverili, bon chauffage, investimenti aziende, politiche abitative, interventi contro rischio idrogeologico, trasferimenti all’USL). Il bilancio regionale, ha concluso, è quindi durato solo otto giorni e oggi rimangono solo le difficoltà per tutti.
Per il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, la Giunta regionale, volendo a tutti costi approvare il bilancio regionale prima della finanziaria dello Stato che conteneva l’emendamento, ha voluto fare un ragionamento di forza, pur a fronte della mancanza di un accordo con lo Stato, mettendo a rischio la credibilità della nostra Regione. L’opposizione aveva messo in evidenza questo rischio, ha sottolineato Chatrian, e infatti otto giorni dopo, la Giunta ha dovuto fare un passo indietro, correre ai ripari e congelare i famosi 100 milioni richiesti a titolo di contributo al risanamento dei conti dello Stato. Chatrian ha parlato di inaffidabilità e inadeguatezza da parte del Governo, che ha bluffato sulle reali risorse a disposizione. Ha quindi auspicato che tra qualche settimana ci sia un accordo con lo Stato, ma non vuole che si giochi sulla pelle della comunità valdostana celando la reale situazione finanziaria come invece è stato fatto. Per Chatrian, la maggioranza ha indicato quale sarebbe il salvagente, in assenza di accordo, nella volontà della Giunta di andare a drenare una parte di dividendi delle società partecipate per fare fronte alle necessità correnti, ma su questo le forze di opposizione vogliono poter dire la loro, perché ritengono che gli utili delle partecipate debbano invece essere investiti nel rilancio economico della Regione.
Il Consigliere di AC-SA-PNV Pierluigi Marquis ha osservato che il problema dei 144 milioni di euro ha ritmato l’intero anno finanziario: il contributo richiesto alla Valle d’Aosta è iniquo e sproporzionato alle capacità della Valle, ma bisogna intervenire definendo un accordo con lo Stato, altrimenti si prendono in giro i valdostani. Per Marquis, sono state create un sacco di aspettative alle aziende e ai cittadini che ora non possono essere soddisfatte. Secondo il Consigliere, la politica deve fare delle scelte, ma deve farlo sulla base delle reali disponibilità: oggi, con questo blocco tecnico, è in pericolo lo sviluppo economico della Valle, così come sono a rischio gli insediamenti nella zona della bassa Valle. Questo, ha aggiunto Marquis, dimostra una carenza di visione e di programmazione da parte del governo Viérin, che crea danni e confusione nella comunità. Per il Consigliere, le partite vanno gestite non soltanto sotto il profilo della comunicazione, perché così si disorientano i valdostani. Il nostro obiettivo, ha concluso, non è di agire con superficialità ma di dare una visione chiara, mettendo un punto fermo e facendo chiarezza sulle reali capacità finanziarie della Regione.
Il Capogruppo dell’UV, Augusto Rollandin, ha specificato che per il 2018, nel bilancio regionale sono stati messi 94 milioni di accantonamento in quanto erano già stati previsti nel 2017: le risorse quindi ci sono e non si capisce dove è scritto che siano dovuti i 144 milioni, quando la sentenza sella Corte costituzionale n. 77 dice che “il contributo cesserà di essere dovuto in ogni caso nel 2017”. Rollandin si è detto sicuro che sul 2018 non ci saranno ulteriori impegni e non si vedono le conseguenze invocate dalla minoranza: certo la delibera approvata dalla Giunta è stata approvata in via prudenziale perché c’è ancora un contenzioso in atto legato al 2017, ma non si ritiene che ci siano delle perplessità sul quantum del bilancio regionale che è stato regolarmente approvato. Ad ora, ha concluso, non ci sono ulteriori contenziosi con lo Stato.
Il Consigliere Gerandin ha replicato al Capogruppo dell’UV, osservando che in questo momento il dato di fatto del bilancio è che, ai fini autorizzatori di spesa, mancano 99 milioni di euro: non lo diciamo noi, ha dichiarato, lo dice il Dirigente delle finanze, lo dice la Giunta regionale che ha approvato una delibera nella quale ha congelato queste risorse. Per Gerandin, si andranno a trovare i soldi saccheggiando ulteriormente gli utili delle società partecipate, che pagheranno la campagna elettorale della maggioranza.
Il Presidente della Regione, Laurent Viérin, ha affermato che sia la risoluzione sia gli interventi denotano incoerenze politiche e di contenuto. Oggi, ha evidenziato, l’opposizione chiede di tutelarci nei confronti di Roma e il mese scorso voleva rimandare l’approvazione del bilancio regionale per farlo redigere dal Parlamento. Se, ha proseguito Viérin, il bilancio regionale approvato a dicembre fosse davvero farlocco, non avrebbe senso impugnare quello dello Stato. Il Presidente, richiamata la prima delibera di Giunta che ha già assegnato i fondi e confermando un’attitudine prudenziale, ha dichiarato che la confusione che l’opposizione sta creando tra i cittadini non è reale, perché le priorità individuate nel bilancio verranno portate avanti, non si è trattato di millantare prodezze. Il Presidente della Regione ha ripercorso la partita in atto con lo Stato in modo da trovare una soluzione definitiva e chiudere con i contenziosi: se lo Stato perdesse, perderebbe con tutte le Regioni a Statuto speciale; se invece vincesse, sarebbe interessato solo il 2017. Il Presidente Viérin ha ribadito l’impegno per risolvere la questione finanziaria e ha comunicato un atteggiamento di disponibilità da parte dello Stato. Non vogliamo fare populismo, ha aggiunto il Presidente della Regione, allarmando i cittadini sulla mancanza di risorse. Pur restando una certa preoccupazione, Viérin ha parlato di buone possibilità per chiudere la partita al più presto, visto che il tavolo di lavoro sta procedendo.
Nel corso del dibattito hanno preso la parola anche i Consiglieri del GM Andrea Padovani e Alberto Bertin, di ALPE Fabrizio Roscio, di SA-AC-PNV Claudio Restano.


 


 


 




Pubblicato / aggiornato il 11/01/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione