Torna in primo piano la realizzazione di un hub per immigrati a Saint-Pierre
L’Amministrazione regionale aveva infatti presentato ricorso quando lo Stato aveva messo all’asta la struttura, che appartiene al Demanio, appellandosi alla Norma di attuazione dello Statuto secondo la quale i beni demaniali che non sono più d’interesse dello Stato passano alla Regione. Dopo la vittoria in primo grado, la Regione ha perso in appello e si attende ora il terzo grado di giudizio.
Ciò nonostante, in un quadro giuridico non chiarito, il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria, il 22 dicembre 2017, ha convocato una conferenza dei servizi per giungere all’intesa fra lo Stato e la Regione in vista della ristrutturazione e del risanamento conservativo dell’ex Hôtel Lanterna di Saint-Pierre.
La riunione era convocata per il 10 gennaio e l’avvocatura regionale ha risposto che, in considerazione del contenzioso in essere, diffidava il Provveditorato dal dar corso all’incontro. Anche perché prendervi parte avrebbe significato, implicitamente, riconoscere che la proprietà dell’immobile è in capo allo Stato.
A questa posizione si sono allineati dunque tutti i convocati valdostani: l’Ufficio di Gabinetto, la struttura urbanistica, i Vigili del Fuoco e il Comune di Saint-Pierre. Si tratta degli enti che, sempre in virtù delle Norma di attuazione del 1982, devono fornire il parere funzionale all’intesa fra lo Stato e la Regione per qualsiasi intervento pubblico realizzato in Valle d’Aosta.
Ma come si arriva da un contenzioso sulla proprietà a una presa di posizione contro la realizzazione di un hub (cioè un centro di smistamento) per immigrati? Ci si arriva perché l’immobile è formalmente di proprietà del Fondo Lire U.N.R.R.A. che, su indicazione del Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, ha fatto commissionato a tal fine un progetto, trasmesso alla Regione nel 2015.
“La posizione del Comune di Saint-Pierre resta quella espressa unanimemente dal Consiglio comunale nel 2015 – dice il sindaco Paolo Lavy -. Qui nessuno vuole una cosa del genere e non posso che ribadire quell’orientamento“.
Pubblicato / aggiornato
il 13/01/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
