Negata l’iscrizione di sei risoluzioni in Consiglio Valle
La minoranza denuncia che, in questo modo, “la maggioranza ha commesso un atto di prepotenza inaudito e degno della peggior politica repressiva“.
I 12 consiglieri ritengono inconcepibile che ci si voglia sottrarre al confronto “su argomenti scottanti come i ritardi nei pagamenti agli agricoltori degli indennizzi legati al PSR, come le possibili soluzioni all’aumento delle tariffe autostradali regionali, invocate anche dai aindaci dei Comuni dell’Alta Valle o come gli insediamenti produttivi negli immobili regionali con le conseguenti ricadute occupazionali“.
Nella Conferenza dei capigruppo, il rifiuto è stato motivato “con un pretestuoso intento punitivo nei confronti di un consigliere di minoranza che avrebbe utilizzato toni troppo forti, peraltro neanche censurati dal presidente del Consiglio” e, a tal proposito la minoranza commenta “come se, nell’Aula, non si fossero mai uditi strali e interventi irrispettosi proprio da quegli esponenti che oggi si erigono a paladini del rispetto“.
Il commento politico conclusivo è che “è chiaro a tutti che, dietro al rifiuto di discutere di temi spinosi, si cela il timore che nella segretezza del voto emergano le contraddizioni e i malcontenti di una maggioranza in liquefazione, al cui interno si stanno consumando vere lotte tribali“.
Pubblicato / aggiornato
il 25/01/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
