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Docenti Maria Adelaide: Adaptation operazione estemporanea e inefficace

Docenti Maria Adelaide: Adaptation operazione estemporanea e inefficace

92 docenti dell’Istituzione scolastica Regina Maria Adelaide di Aosta hanno scritto una lettera aperta all’assessore Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta  per segnalare la situazione derivante dall’applicazione sperimentale delle Adaptation.   

Definiscono la situazione di “grave difficoltà” e ritengono che tale sperimentazione non abbia sortito i risultati sperati e vada pertanto interrotta.
L’obbligo di utilizzare il francese o l’inglese per una parte dell’ orario di insegnamento di alcune Discipline Non Linguistiche (DNL) – scrivono – rende necessario semplificare il contenuto delle stesse e  aumentare il tempo previsto per la loro  trattazione, senza peraltro migliorare le competenze linguistiche degli studenti, aumentando anzi le difficoltà nell’apprendimento degli studenti, sempre più numerosi, con BES e con DSA“.
Questo accade, per gli insegnanti,  “per una serie di cause legate alle difficoltà  di reperire materiali didattici adeguati  in francese o in inglese  e di padroneggiare con disinvoltura in un’altra lingua il lessico specifico della disciplina” oltre che a causa delle “competenze linguistiche inappropriate all’apprendimento di contenuti ampi e articolati“. Inoltre “la complessità degli argomenti trattati costituisce la situazione meno adatta ad offrire occasioni di comunicazione linguistica, come appare  nelle lezioni attuate secondo la metodologia CLIL“.
In sintesi, “si impiega più tempo per affrontare una minore quantità di contenuti disciplinari e si ottengono risultati inferiori rispetto all’impegno profuso da docenti e studenti, nel frattempo però l’Esame di Stato continua a richiedere la stessa conoscenza approfondita delle discipline“.
I docenti si dicono favorevoli a perseguire l’obiettivo di potenziare le competenze linguistiche degli studenti “senza naturalmente far perdere spessore  alla conoscenza delle  discipline“, ma credono che non si debba seguire “la logica di operazioni estemporanee che alla prova dei fatti si stanno rivelando inefficaci“.
Tale obiettivo, “dovrebbe piuttosto essere inserito in un progetto culturale ben strutturato e condiviso con i docenti, efficace negli strumenti, in grado di tenere conto di contenuti e finali delle discipline insegnate e delle competenze linguistiche degli studenti“.

Pubblicato / aggiornato il 06/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Cultura