Otto consiglieri regionali unionisti chiedono a UV una riflessione su etica e legalità
Luca Bianchi, Joël Farcoz, David Follien, Giuseppe Isabellon, Aurelio Marguerettaz, Marilena Péaquin, Emily Rini e Renzo Testolin chiedono a Union valdôtaine una seria riflessione.
In un documento diffuso sabato 10 febbraio, “alla luce degli atti notificati e relativi a presunte responsabilità contabili e a fronte della corposa rassegna stampa” ritengono di “dover ribadire la correttezza e la legittimità del loro operato“.
In particolare, vogliono evidenziare “di aver sempre agito per salvaguardare” il Casino, il Billia e il loro indotto sul territorio, “di aver sempre deliberato su proposte supportate e accompagnate da tutti i necessari pareri di legittimità e di regolarità finanziaria, di non aver mai agito per trarre qualsiasi vantaggio personale e non aver mai messo in tasca un euro rispetto alle contestazioni formulate“.
Gli otto (che ricordano di essere coinvolti nell’indagine finanziaria della Corte dei Conti ma non in quella penale della Procura) dichiarano di “vivere con imbarazzo questa situazione in cui l’Union valdôtaine, per la pubblica opinione, sembra essere associata alla cattiva gestione della cosa pubblica“. L’invito ai cittadini è di “evitare di fare di tutta l’erba un fascio“. E aggiungono che, a tale proposito, “il mondo unionista dovrà agire per sostenere la propria reputazione e la propria immagine, analizzando e dibattendo a fondo il tema della legalità e della questione morale“.
Non ritengono però essere questo il momento opportuno per farlo. Ma, “dopo le elezioni di marzo e prima della formazione delle liste per il rinnovo del Consiglio regionale, si ritiene indispensabile che si promuova una seria riflessione sulla situazione contingente“.
Rispetto alla composizione del gruppo unionista in Consiglio Valle, si rileva l’assenza di tre firme: quelle di Paolo Contoz e Davide Perrin (non coinvolti nell’indagine poiché subentrati recentemente a consiglieri sospesi) e quella di Augusto Rollandin.
Aurelio Marguerettaz esclude sia l’ipotesi che lui e i sette colleghi abbiano preso posizione contro il loro capogruppo sia che si tratti di una dissociazione di Rollandin dai temi trattati. “Noi abbiamo preso posizione rispetto alla citazione a giudizio della Corte dei Conti. La nostra posizione è diversa perché non abbiamo il penale“, precisa Marguerettaz.
Rispetto alla scelta del momento, il documento precisa: “Questa presa di posizione deve servire ad evitare basse speculazioni elettorali e a sostenere senza ambiguità e da una posizione di forza i candidati della nostra coalizione“. Conseguentemente, la campagna elettorale “dovrà svolgersi con convinzione, anche se certe riflessioni e il momento impongono dei comportamenti adeguati, leali, trasparenti e prudenti“.
Pubblicato / aggiornato
il 10/02/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
