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Arpa pubblica il rapporto sullo Stato dell’Ambiente in Vda nel 2016

Arpa pubblica il rapporto sullo Stato dell’Ambiente in Vda nel 2016

L’Arpa Valle d’Aosta ha reso pubblici i dati relativi allo stato dell’ambiente in Valle d’Aosta, relativi all’anno 2016.

Acque:
Il piano di monitoraggio delle acque superficiali è sessennale, quindi il periodo di riferimento è: 2014-2019. Su 168 corpi idrici, 40 risultano classificati definitivamente (cicli di campionamento conclusi), 43 necessitano della conferma dello stato dopo il secondo triennio di monitoraggi, e 85 devono ancora essere monitorati. Dei 40 corpi idrici classificati definitivamente, il 65% è classificato Buono, mentre il 7,5% risulta Cattivo; il restante 32,5% è classificato tra Elevato (10%) e Scarso (2,5%). La percentuale di corpi idrici che non raggiunge l’obiettivo del buono stato ambientale, previsto dalla normativa europea, è formata da alcuni piccoli affluenti della Dora Baltea, situati in territori fortemente antropizzati.
Per quanto riguarda lo stato chimico dei corsi d’acqua, si precisa che il monitoraggio completo dei parametri necessari viene effettuato solo nella Dora Baltea, dove sono presenti scarichi che potrebbero sversare sostanze chimiche. Tuttavia, sono monitorati anche i corpi idrici che rientrano nella definizione “acque a specifica destinazione“. Il 32,1% è stato classificato Buono da parere Esperto, mentre non vi sono stati rilevamenti classificati Non buoni. La classificazione dello stato chimico dei corpi idrici monitorati dal 2014 al 2016 è da considerarsi comunque provvisoria; questo perché i cicli di monitoraggio non sono conclusi.
Per quanto riguarda la falda, lo stato qualitativo è Buono in tutti i corpi idrici sotterranei, salvo che nella piana di Aosta dove è presente una contaminazione da CromoVI, migrata dall’area industriale del capoluogo verso valle.

Aria:
Ciò che emerge dai dati, è che, nel complesso, la qualità dell’aria risulta Buona: i principali inquinanti rispettano i limiti di legge. Tuttavia, in controtendenza rispetto al trend positivo, si pone il benzo(a) pirene – B(a)P, la cui fonte principale è  la combustione di biomassa (legna, pellet e fuochi liberi) che è aumentato negli ultimi anni sino a superare il riferimento normativo. Ulteriore criticità è rappresentata dalla presenza di concentrazioni non trascurabili di alcuni metalli pesanti nella città di Aosta, emessi nel processo di produzione e lavorazione dell’acciaio.
Anche i valori di O3 raggiungono livelli che superano i valori di riferimento indicati dalla normativa. La concentrazione di Ozono, oltre che nella città di Aosta, è stata misurata anche nei siti di Donnas e La Thuile.

Campi elettromagnetici:
L’estensione della rete di linee ad alta tensione rimane pressoché invariata negli anni, qualche variazione si registra nella distribuzione delle cabine di trasformazione primarie. Complessivamente la corrente media transitante negli elettrodotti della Valle d’Aosta nell’anno 2016 ha mantenuto un valore di poco inferiore a 5000 A, leggermente più basso rispetto a quanto riscontrato nell’anno precedente.

Neve e ghiacciai:
La dinamica dei ghiacciai alpini è direttamente influenzata dall’andamento meteorologico annuale e la loro evoluzione è influenzata dai cambiamenti climatici. Negli ultimi 15 anni, i ghiacciai del Timorion e del Rutor si sono ridotti in modo significativo.
La temperatura del permafrost sta aumentando come anche lo spessore dello strato di suolo che ogni anno si scalda oltre 0°C durante i mesi caldi.

Natura:
L’indice UV, misurato da Arpa Valle d’Aosta nei siti di Saint-Christophe, La Thuile e Plateau Rosa, risente dell’effetto della quota (maggiore è l’altitudine, minore lo strato di atmosfera in grado di assorbire la radiazione) e della riflessione della neve al suolo. Per questo motivo, in alcuni siti della nostra regione, tale indice assume, nel periodo estivo, valori estremi (superiori a 10).
Per quanto riguarda il sequestro di carbonio da parte della vegetazione, l’ecosistema indagato sequestra Co2, mitigando l’aumento della concentrazione atmosferica dovuto alle attività umane, ma l’intensità di tale sequestro varia di anno in anno in funzione delle condizioni climatiche.

Radioattività ambientale:
I livelli attuali di concentrazione di attività di cesio137 nel particolato atmosferico sono stabilizzati su valori molto bassi, non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico.

Rumore:
La determinazione della popolazione esposta al rumore assume un ruolo prioritario in attuazione della direttiva europea relativa alla determinazione e gestione del rumore ambientale.  Lo studio, condotto ad Aosta, per la valutazione della popolazione esposta al rumore evidenzia nel complesso un’alta percentuale di popolazione che ricade in classi di esposizione basse.

Suolo:
Il numero di siti contaminati non è elevato, tuttavia bisogna considerare che il territorio di fondovalle – ove su una limitata estensione areale si concentra la maggioranza della popolazione residente e delle attività industriali-artigianali – è, dal punto di vista idrogeologico, particolarmente vulnerabile a eventuali fenomeni di contaminazione. Nel comune di Emarèse, è presente un Sito di Interesse Nazionale di cui Arpa Valle d’Aosta segue la bonifica e la messa in sicurezza permanente.

Chi volesse leggere il rapporto per intero, lo può scaricare dal sito Arpa.

Pubblicato / aggiornato il 12/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Salute