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Aosta: bloccata la mozione sul divieto di burqa e niqab nei locali pubblici

Aosta: bloccata la mozione sul divieto di burqa e niqab nei locali pubblici

Nel corso della riunione del Consiglio comunale di Aosta, Lega nord e Gruppo misto di minoranza hanno presentato una mozione riguardo all’introduzione del divieto di Burqa e Niqab nei locali pubblici.

Nicoletta Spelgatti (Lega nord) ha ricordato che il Testo unico sulla sicurezza prevede che “è vietato comparire mascherato in pubblico. È vietato l’uso della maschera nei teatri e negli altri luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l’osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall’autorità locale di pubblica sicurezza con apposito manifesto“. Inoltre, la legge avente a oggetto le disposizioni a tutela dell’ordine pubblico prescrive il divieto di usare “caschi protettivi o altri mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo“. Proprio sul “giustificato motivo” Andrea Manfrin (Lega nord) ha precisato che, secondo una sentenza del Tar della Lombardia, “il motivo religioso non rappresenta un giustificato motivo ai sensi della legge“. Spelgatti ha aggiunto che il burqa e il niqab sono mezzi di sottomissione della donna e, in aggiunta, possono rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica: “Una persona totalmente velata, non essendo riconoscibile, può rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica in quanto può non essere, in verità, chi dichiara di essere, serbando intenzioni criminali“. Manfrin ha aggiunto che molti Stati e alcune Regioni italiane si stanno mobilitando nella lotta all’uso di burqa e niqab: “In Marocco, il ministro degli interni ha vietato la produzione di veli integrali. Dal 2015, l’Austria ha vietato l’utilizzo del velo integrale nei locali pubblici. Anche il Canton Ticino ha agito in questo senso. In Italia, la Lombardia e il Veneto hanno vietato burqa e niqab nei locali pubblici“.
Il sindaco Fulvio Centoz è intervenuto affermando che “oggi, ad Aosta non esiste un numero significativo di donne che utilizzano il velo integrale. Per questo motivo, immaginare che nel futuro ci saranno molti soggetti a volto coperto e che questi avranno cattive intenzioni è discriminatorio. Inoltre, a esempio in America, non vi sono divieti sul punto. Questo penso sia la dimostrazione dell’esistenza del concetto di Stato liberale“.
Spelgatti ha controbattuto che, ad Aosta, non si vedono in giro donne completamente velate “perché sono donne sottomesse, quindi non hanno la libertà di uscire. Ma la domanda è: le norme sono preventive o servono per rispondere a criticità già emerse?“. Centoz ha precisato che “a seconda di come si manifesterà un eventuale problema, si potranno valutare anche alternative al rigido divieto“.
In sede di votazione, la mozione non è passata con 19 astensioni e 3 voti contrari.

Pubblicato / aggiornato il 22/02/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione