RicordAosta: 4 marzo
Il 4 marzo 1848, Carlo Alberto emanò lo Statuto Albertino.
Carlo Alberto concesse lo Statuto per far fronte alle continue manifestazioni popolari e alle spinte di una stampa sempre più d’identità liberale. Lo Statuto Albertino abolì la monarchia assoluta in quanto il sovrano accettò di spartire la sovranità con un Parlamento formato da Camera dei deputati (eletta in base al suffragio censitario) e il Senato (nominato dal sovrano).
Come narrato dalle cronache valdostane dell’epoca, in Valle d’Aosta lo Statuto fu celebrato, il 10 marzo, con grande entusiasmo. Le vie della città di Aosta furono invase da un corteo festoso che marciava al grido: “Viva il re, viva Pio IX, viva la Lega!“.
Gli unici a non essere stati contagiati dall’euforia generale furono i cattolici conservatori. Questi ultimi, infatti, si unirono al vescovo Andrea Jourdain e al canonico Léon-Clément Gérard, i quali vedevano con inquietudine lo scalzamento delle antiche istituzioni.
Dal punto di vista linguistico, è interessante evidenziare come lo Statuto Albertino prevedesse che “la lingua italiana è la lingua officiale delle Camere. È però facoltativo di servirsi della lingua francese ai membri, che appartengono a paesi, in questa è in uso, od in risposta ai medesimi” (articolo 62 dello Statuto). Ciò detto, risulta chiaro che l’entrata in vigore dello Statuto Albertino non generò particolari problemi amministrativi e identitari in Valle, tuttavia, la situazione cambiò radicalmente con l’Unità d’Italia del 1861.
Pubblicato / aggiornato
il 02/03/2018 alle 12:00
Categoria:
Cultura
