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Elezioni politiche: i Garanti dei detenuti monitorano le operazioni di voto

Elezioni politiche: i Garanti dei detenuti monitorano le operazioni di voto

Domenica 4 marzo, giornata di elezioni politiche, il Coordinamento nazionale dei garanti regionali e territoriali dei detenuti ha organizzato una mobilitazione negli istituti di pena per monitorare le operazioni di voto e fare il punto sulla riforma dell’ordinamento penitenziario.

All’iniziativa hanno aderito 30 garanti (comunali, provinciali, metropolitani o regionali), i quali hanno verificato direttamente la concreta possibilità dell’esercizio del diritto di voto da parte dei detenuti. Nei vari istituti penitenziari d’Italia, infatti, sono stati allestiti seggi speciali al fine di permettere l’esercizio dell’elettorato passivo alle persone private della libertà.
In Valle d’Aosta, il garante Enrico Formento Dojot ha comunicato che “a Brissogne, sono cinque i detenuti (su 176) aventi diritto di voto. Questo perché la stragrande maggioranza dei detenuti è di orginine straniera e, inoltre, alcuni italiani sono soggetti alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici“.
Il garante per la Valle d’Aosta, dopo aver comunicato che il numero di stranieri presenti nella casa Circordariale di Brissogne è il doppio della media nazionale, ha sollevato un ulteriore problema: “Dal fatto che la Casa cricondariale viene utilizzata come struttura polmone da varie carceri italiane sovraffolate derivano alcune criticità. In primo luogo, il continuo via vai di detenuti rende difficile (se non impossibile) organizzare attività di coinvolgimento e, soprattutto, attività destinate a semplificare il reiserimento sociale dei soggetti“. Inolte, Dojot ha affermato che la struttura di Brissogne avrebbe bisogno di vari lavori di manutenzione. Sempre riguardo alle ciriticità, il garante valdostano ha parlato della questione legata all’acqua: “È stata effettuata un’azione di iperclorazione nel pozzetto interno alla struttura. Tale operazione oggi ha reso nuovamente l’acqua potabile, tuttavia, bisognerà vedere i risultati sul lungo periodo. Comunque, sottolineo che è stato attivato un progetto di allaccio all’acquedotto comunale di Brissogne“.
Oltre alle questioni riguardanti la Casa circondariale di Brissogne, Enrico Formento Dojot ha portato l’attenzione sull’attuale mancata approvazione della Riforma dell’ordinamento penitenziario: “la mobilitazione di oggi è rivolta alla mancata approvazione, da parte del Governo, del decreto sulla Riforma dell’ordinamento penitenziario – ha spiegato Formento Dojot -. Ci rivolgiamo anche al nuovo Governo che si andrà a insediare. La Riforma è molto importante per il settore e porta con sé tre ulteriori novità: decreto sul lavoro penitenziario, decreto sull’ordinamento minorile e decreto sulla giustizia riparativa“.
In generale, la Riforma dell’ordinamento penitenziario stabilisce che i soggetti sottoposti a pena inferiore a quattro anni di reclusione non entrino nelle carceri, bensì siano sottoposti a misure alternative. “Questo permetterebbe alle carceri di ridurre sensibilmente il problema del sovraffollamento” – ha spiegato il garante.
In conclusione, il garante dei detenuti per la Valle d’Aosta ha comunicato che “noi garanti oggi vogliamo ribadire con forza la richiesta che il Governo emani, entro il 23 marzo, l’unico decreto delegato già esaminato dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, dalla Conferenza Unificata delle Regioni e dal Consiglio superiore della Magistratura. Inoltre, chiediamo al Parlamento di avviare immediatamente l’esame degli altri tre schemi di decreti approvati dal Consiglio dei Ministri il 22 febbraio scorso, sul lavoro penitenziario, sull’Ordinamento minorile e sulla giustizia ripartiva“.

Pubblicato / aggiornato il 04/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione