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I XXI punti di Potere al Popolo: sì a Risposta civica, no a tutti gli altri

I XXI punti di Potere al Popolo: sì a Risposta civica, no a tutti gli altri

Potere al Popolo ha redatto le linee guida per le trattative che dovranno preludere alla stipula di eventuali accordi in vista delle elezioni regionali del 20 maggio.

Potere al Popolo ritiene che la fase politica sia complessa e la Valle d’Aosta rischi “o di restare prigioniera delle vecchie logiche clientelari o di cadere vittima di false alternative, caratterizzate da scelte, politiche ed economiche, di destra“.
Non riconosce come valide, per la difesa degli interessi e dei diritti delle classi più sfavorite e per la tutela dei beni comuni come l’ambiente e la cultura, le proposte politiche delle forze attualmente operanti in Valle d’Aosta. In particolare: “tutti i partiti autonomisti (UV, UVP, SA, EPAV) hanno dimostrato di non essere in grado di amministrare con capacità e onestà. Gli scandali sono all’ordine del giorno, così come l’esplosione di problemi lasciati a marcire nel tempo (trasporti,
autonomia finanziaria, occupazione, criminalità dei colletti bianchi); Alpe: la matrice autonomista/ identitaria è
la stessa e il breve governo regionale – finanziamento Casino, legge elettorale, etc. – ha dimostrato un’incapacità ad essere realmente alternativi al sistema unionista. Il comportamento di Alpe durante le recenti elezioni politiche – la retorica del ni droite – ni gauche, il sostegno di Fosson e La Torre, la candidatura di una figura come il notaio Marcoz –
dimostra che tale movimento non può essere considerato un agente di reale cambiamento, ma solo uno strumento
per lo scontro tra varie correnti dell’autonomismo localista; PD: un partito in crisi che non compie nessuna autocritica seria né rispetto alla promozione di politiche neoliberiste, né in merito all’acritico sostegno del malgoverno unionista; Lega: denunciamo l’assenza di proposte concrete per i più deboli, al di là della drammatizzazione dei temi immigrazione e sicurezza; Cinque Stelle: diversi punti del programma sono condivisibili, ma come dimostrato dal colpo di scena delle dimissioni del gruppo consiliare, non basta essere onesti per amministrare, bisogna essere capaci e coerenti con i principi che si professano. Sono, inoltre, numerose le somiglianze con il progetto leghista“.
Potere al popolo ritiene dunque necessario “costruire un caposaldo di sinistra per affrontare le attuali derive ed essere pronti se la fase cambierà (ad esempio, un governo Cinque Stelle + Lega, romperebbe l’incantesimo peronista dei Grillini). In un quadro molto frazionato, anche una piccola forza potrebbe fare la differenza, risultando efficace nell’opposizione e, se ci fossero le condizioni adeguate, contribuire all’approvazione dei nostri punti programmatici“.
Per raggiungere tale obiettivo sia necessario, contemporaneamente: “rafforzare l’esperienza di PAP attraverso una
presenza continua sia nella società, sia durante il momento elettorale. La disaffezione alla politica si traduce, infatti, non solo nell’astensione dal voto, ma anche nell’astensione dalle pratiche di piazza e persino dall’associazionismo. La campagna elettorale è anche l’occasione privilegiata per discutere di politica e promuovere il nostro programma. Cercare un maggiore coordinamento tra le forze realmente alternative all’attuale sistema di potere regionale e alle destre“.
Per queste ragioni Potere al popolo è disponibile a confrontarsi con Risposta Civica, per costruire una lista unitaria di sinistra. “Affinché tale unione sia reale ed efficace e segua la logica vincente del mettere in comune le differenze“, ci sono alcune condizioni:
“a. PAP partecipa come PAP, quindi con il suo simbolo e il suo nome con pari dignità rispetto alle altre componenti;
b. una ripartizione equa delle candidature.
c. nessuna apertura a MOUV di Caveri e Gerardin, perché: sono responsabili di gran parte degli attuali disastri (aeroporto, ferrovia, etc) e l’ideologia del loro movimento è uguale a quella unionista. Non siamo nemmeno interessati a coalizioni con il PD e ALPE. Il confronto con le altre forze politiche è da rinviarsi al dopo le elezioni, questo sia perché non è possibile, ad oggi, creare coalizioni omogenee di governo, sia per ridare centralità al Consiglio regionale;
d. la lista deve trovare la sua legittimazione attraverso la raccolta firma popolare e non tramite la concessione di alcuni consiglieri regionali interessati e che così facendo detterebbero legge;
e. confronto e apertura a gruppi e persone che in questi anni hanno effettivamente contribuito alle lotte per una Valle d’Aosta migliore e che condividano i seguenti punti programmatici:
I. basta precarietà. Dobbiamo ridare dignità ai lavoratori e cancellare gli obbrobri dei contratti a chiamata e interinali. La
regione deve promuovere, come legislatore e come datore di lavoro, lavoro a tempo indeterminato e salari dignitosi;
II. chiusura della parte commerciale dell’aeroporto di Aosta e rafforzamento della parte turistica e sportiva;
III. basta alle privatizzazioni – CVA compresa – e sostegno ai processi di ripubblicizzazione dei beni comuni.
IV. Tutela e recupero dell’ambiente. Contrarietà alla logica delle grandi opere sia in Italia che in Valle d’Aosta. No al raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, No a nuovi impianti funiviari come la Cervinia/Champoluc, etc.;
V. elettrificazione e ammodernamento della linea ferroviaria e suo prolungamento fino a Courmayeur;
VI. difesa e rilancio della sanità pubblica, tramite adeguate risorse e fine delle esternalizzazioni;
VII. stop definitivo delle adaptations e resistenza alla buona scuola e all’alternanza scuola/lavoro;
VIII. la lingua francese va tutelata come strumento di integrazione europea, patrimonio della cultura valdostana, ma si deve superare l’obbligo del francese per l’affido di incarichi pubblici
IX. adozione dei principi enunciati dal progetto “legge rifiuti zero”;
X. eguaglianza nell’accesso ai servizi regionali, senza differenza tra famiglie tradizionali e altre forme di famiglia;
XI. lotta alla criminalità: separazione figura prefetto/presidente regione, revisione in senso restrittivo della normativa sulle
slots;
XII. doppia preferenza di genere in tutte le espressioni di voto;
XIII. privatizzazione del casinò;
XIV. riduzione indennità dei consiglieri regionali (non oltre i 2.500 euro netti mensili) e sostituzione di ogni forma di
vitalizio con il semplice pagamento dei contributi pensionistici. Rendiconto chiaro e preciso delle stesse;
XV. sostegno dell’autonomia comunale e dell’importante ruolo di servizio pubblico che i comuni svolgono;
XVI. audit debito pubblico regionale;
XVII. migranti: il superamento della gestione emergenziale, militarizzata e “straordinaria” dell’accoglienza, proponendo – a partire dal modello SPRAR – centri di piccole dimensioni, gestite dal pubblico e che permettano, a chi arriva, percorsi autonomi di inserimento, abitativo, sociale, lavorativo, indipendentemente dal loro status giuridico;
XVIII. adesione al progetto di libera e gruppo Abele “Riparte il futuro” per la trasparenza della politica e per una legge che
ne istituisca l’obbligo;
XIX. promozione delle forme di partecipazione popolare, fin dall’istruttoria dei provvedimenti pubblici;
XX. rispetto del principio di progressività in materia di fisco e tributi;
XXI. sostegno alla piccola media impresa agricola in compatibilità con l’ambiente da salvaguardare (il lupo non si tocca!)“.

Pubblicato / aggiornato il 17/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione