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FlcCgil intima alla RaVdA: mai più Clil

FlcCgil intima alla RaVdA: mai più Clil

Flc Cigl accusa l’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta di voler scaricare sugli insegnanti l’esito della sperimentazione delle Adaptation.

Scrive il sindacato in una nota: “Nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del rapporto del Comitato tecnico e della riunione del Consiglio Scolastico Regionale sulle Adaptations, è stata largamente ripresa dalla stampa e nel dibattito politico una precisa narrazione: le Adaptations sull’insegnamento plurilingue non hanno funzionato perché gli insegnanti sono largamente impreparati all’applicazione del metodo CLIL e il modello didattico è stato troppo rigido, non permettendo di usare al meglio le risorse disponibili ma determinando dall’alto materie e moduli didattici disciplinari da svolgere in lingua. Una narrazione evidentemente tesa a considerare l’esaurimento della sperimentazione una semplice parentesi, una sospensione, per riprendere il percorso una volta superati questi limiti con maggior flessibilità e preparazione“.
La reazione di FlcCgil è veemente: “Adesso basta! Tutte le scuole valdostane attraverso documenti dei propri collegi docenti, l’insieme dei docenti valdostani attraverso le assemblee sindacali, si sono espressi in modo chiaro! Il problema della sperimentazione plurilingue non è solo nella rigidità e nella necessità di precisi livelli di conoscenza linguistica. C’è invece un problema nel suo cuore didattico e organizzativo: la scelta di rafforzare l’insegnamento plurilingustico attraverso la metodologia CLIL (insegnamento in lingua di discipline non linguistiche), in tutti i livelli della scuola valdostana. Quella scelta è stata giudicata, sin dall’inizio e ripetutamente, sbagliata e fallimentare, perché incide negativamente sull’apprendimento complessivo degli alunni e incentiva disuguaglianze tra gli studenti. Questo infatti le scuole e le assemblee hanno chiesto: la chiusura della sperimentazione plurilinguistica e la cancellazione della scelta di fondo del CLIL prevista dal Protocollo d’intesa MIUR-Valle d’Aosta del 25 luglio 2015 (articolo 4 individua esplicitamente “per la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado”, “l’insegnamento di una o più discipline non linguistiche in lingua inglese con modalità CLIL”)“.
Il sindacato sostiene che, con la chiusura della sperimentazione plurilinguistica, l’assetto della adaptations tornerà da un punto di vista didattico allo status quo ante (percorsi e progetti delle scuole). Però non da quello organizzativo e degli organici, “vista la scelta dell’Amministrazione e della legge 18/2016 di ridurre significativamente le ore di compresenza nella scuola secondaria di primo grado, invece di estendere quel modello ad altri ordini di scuola. In questo contesto, reso più difficile proprio da questa revisione degli organici, le scuole dovranno riflettere su come mantenere l’esperienza del bilinguismo e su come rafforzare l’insegnamento dell’inglese“.
Ma Flc Cgil ribadisce quello che ritiene essere un concetto basilare: “Deve esser però chiaro che l’esperienza della sperimentazione e del CLIL è oramai definitivamente chiusa. E che con essa è chiuso ogni tentativo da parte di Commissioni e Comitati tecnici di imporre alle scuole i propri modelli, come è stato sin dall’inizio di questa vicenda”. Se sarà necessario ribadire questi concetti con una nuova assemblea, o anche con forme più incisive di mobilitazione e protesta, la FLC CGIL dichiara la propria disponibilità, facendosi promotore della loro indizione in primo luogo con le altre organizzazioni sindacali.
La nota sindacale si conclude con un’osservazione sul confronto in corso con l’Amministrazione regionale. “L’altro punto in discussione è l’eventuale attivazione di un piano straordinario di assunzioni, anche in più anni, nella scuola dell’infanzia, per rafforzare questo ciclo e aggredire in tutti i livelli scolastici il problema del precariato storico delle GAE. Come FLC CGIL abbiamo da tempo precisato, per iscritto, la nostra proposta: la previsione nella Legge 18/2016 di una revisione degli organici di fatto, con la previsione anche per la scuola dell’infanzia di un potenziamento (sicurezza, supporto e coordinamento alle attività didattiche), almeno di un’unità per istituzione scolastica. La previsione di un organico più ridotto comporterebbe due problemi: da una parte, rischierebbe di creare disequilibri tra le diverse istituzioni ed i diversi territori della Valle, dall’altra nel quadro del progressivo calo demografico in corso, non sarebbe sostanzialmente un piano straordinario di riduzione del precariato, ma di sostanziale mantenimento dell’attuale organico. Se l’Amministrazione regionale ritiene che non ci siano le risorse, o se ha in mente diverse soluzioni e proposte, le avanzi e le avanzi in forma scritta“.
Il sindacato sostiene che “Solo nella chiarezza delle reciproche responsabilità può infatti proseguire proficuamente il confronto. Queste proposte le valuteremo e le discuteremo al tavolo, consapevoli sin da subito che eventuali ipotesi saranno poi discusse e definitivamente valutate dai lavoratori“.

Pubblicato / aggiornato il 20/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Cultura