Presentazione del nuovo libro di Teresa Charles
Il libro Il cantico dei migranti presenta venticinque punti, venticinque riflessioni scritte per ragionare sui fenomeni migratori attuali e per rispondere a chi agita il vessillo della paura contro chiunque, uomo o donna, sia considerato “straniero”. A partire da un piccolo episodio di ordinario razzismo, Teresa Charles sviluppa un discorso articolato intorno al tema dei migranti e del dovere di accoglienza. Lo fa riferendosi a un passato di generosità e ospitalità che per secoli ha contraddistinto una regione di frontiera come la Valle d’Aosta, così come tante altri parti di mondo, ma anche richiamandosi alle ostilità e alle diffidenze che l’arrivo di profughi e fuggitivi da sempre ha suscitato in ogni dove.
Con equilibrio e semplicità, l’autrice suggerisce temi etici, argomenti storici, ragioni sociali, politiche e persino economiche che dovrebbero renderci tutti e tutte capaci di empatia e di solidarietà nei confronti di chi viene costretto dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni ad abbandonare la propria terra.
In un testo intriso di spirito cristiano, l’invito a “restare umani” è rivolto a chi, non importa se laico o credente, ancora non si è abbandonato ai venti xenofobi che soffiano sul Vecchio Continente e non si arrende di fronte al cinismo di chi preferisce erigere muri piuttosto che costruire ponti.
L’amministrazione comunale di Villeneuve propone questa iniziativa culturale allo scopo di stimolare un sereno confronto sul tema dei migranti e dell’accoglienza anche a partire dall’esperienza maturata all’interno della propria comunità.
Teresa Charles, nata a Donnas nel 1946, ha conseguito nel 1969 la Laurea in Lingue e Letterature straniere presso l’Università di Torino. Quattro anni or sono ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze religiose presso la Pontificia Facoltà teologica Marianum, nella sede di Monte Berico a Vicenza.
Ha insegnato per trent’anni nelle scuole superiori della Regione Valle d’Aosta poi si è dedicata al giornalismo e alla letteratura. Ha pubblicato diversi romanzi – tra i quali La Fleur de Saint-Ours, L’albero del melograno, Ce coin de terre, Piccola storia di Gion della soldanella – e alcuni racconti, Les Récits de Salimon e Contes de Noël. Ha, inoltre, ritrovato, grazie al fiuto e a un po’ di fortuna, il romanzo considerato “perduto per sempre” di Léon-Marius Manzetti, Le guide. Romans des Alpes Valdôtaines, di cui ha curato la pubblicazione nel 2011.
Ha svolto e pubblicato lavori di ricerca sulla Fiera di Sant’Orso e sulla famiglia di industriali Selve, attivi a Donnas a partire dalla fine dell’ottocento. È stata direttore responsabile della rivista «Pagine della Valle d’Aosta», consigliere regionale e, per un breve periodo, assessore regionale all’Istruzione e Cultura.
Da dieci anni a questa parte il suo interesse è maggiormente rivolto alla dimensione spirituale e sociale e al mondo della natura: si è dedicata alla creazione e alla cura del sito di Rochesainte, un santuario naturale a cielo aperto nel borgo di Donnas. Collabora con la Caritas di Pont-Saint-Martin e, in ultimo, si interessa di erboristeria attraverso lo studio e la raccolta di erbe officinali secondo la tradizione valdostana.
Pubblicato / aggiornato
il 22/03/2018 alle 12:00
Categoria:
Cultura
