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In VdA, processi tributari a tempo di record

In VdA, processi tributari a tempo di record

Lunedì 26 marzo, è stato inaugurato l’Anno giudiziario triburario in Valle d’Aosta.

Roberto Punzo, presidente della Commissione tributaria regionale, ha esordito sottolieando che “Una valenza molto importate ha la pubblicazione del primo Massimario di giurisprudenza tributaria della Valle d’Aosta“. I massimari locali sono strumenti di lavoro per giudici e difensori nell’individuazione degli orientamenti giurisprudenziali di merito, particolarmente importanti nel caso in cui su una determinata questione non vi siano ancora pronunce in sede di legittimità.
Passando allo stato della giustizia tributaria in Valle, Punzo ha vantato “un vero e proprio record nazionale di ragionevole durata del processo“. Infatti, a fronte di una media nazionale di circa due anni per ciascun grado di giudizio tributario, in Valle d’Aosta, nel 2017 sono stati necessario poco più di 5 mesi in I grado e sei mesi in appello (dal momento della proposizione del ricorso a quello della sentenza). Partendo da questo dato, il presidente ha commentato: “Dati i risultati positivi, è auspicabile che anche per il futuro le attuali Commissioni tributarie rimangano insediate nella nostra Regione. Poiché non è da escludere che, in un prossimo futuro, emergano nuovamente piani di accorpamento delle sedi. Occorre migliorare e razionalizzare ciò che non va, non quello che invece funziona“.
Dopo aver segnalato al rappresentante del Consiglio l’urgenza della copertura stabile dei posti scoperti nella Commissione, il presidente è passato alle considerazioni di carattere generale: “il modello tradizionale della magistratura tributaria consiste nella voluta confluenza nelle decisioni collegiali di soggetti portatori di conoscenze multi-disciplinari, congiuntamente al massimo contenimento dei costi“. I vari giudici tributari togati o laici sono soggetti “prestati” alla giustizia tributaria, in quanto dedicano la massima parte del loro tempo alla rispettiva attività principale. Tale sistema ha retto fino a quando vari istituti deflattivi non hanno scremato il contenzioso a monte del giudizio, rendendo le controversie da decidere più impegative dal punto di vista tecnico-giuridico. Questo ha generato varie critiche all’assetto ordinamentale. Nella passata legislatura, vi sono state in proposito alcune proposte di legge, come il Disegno di legge Ermini, il quale prevedeva l’attribuzione delle controversie a una istituenda sezione specializzata del Tribunale ordinario. Altre proposte, invece, si sono mosse nel senso di mantenere separata la giurisdizione, ma affidare quella tributaria a giudici professionali a tempo pieno. “Tuttavia – ha commentato Punzo -, la legislatura appena conclusa è finita con un nulla di fatto”; sul punto, Giuliana Passero (rappresentante Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria) ha aggiunto: “Vista la scarsa attenzione alla fiscalità dimostrata dai partiti politici nei loro programmi, lasciamo al nuovo Parlamento la richiesta di una più ampia attenzione a queste tematiche“. Il presidente Punzo ha affermato che, tra le tante soluzioni intermedie, si potrebbe considerare l’ipotesi di limitare la presenza di giudici professionali soltanto alle commissioni tributarie regionali che, senza gravosi oneri di bilancio, potrebbero assicurare una maggiore uniformità e stabilità degli indirizzi giurisprudenziali. Secondo l’ipotesi, “resterebbe invariato l’attuale assetto ordinamentale di giudici onorari delle Commissioni tributarie provinciali, alle quali potrebbero essere affidate delle competenze nella fase della mediazione“.
Oltre alla possibile riforma del sistema, nella relazione si è fatto riferimento a una criticità che riguarda l’indipendenza e la terzietà dei giudici tributari: “Costituisce una grave distonia la circostanza che la gestione amministrativa della giustizia tributaria sia nelle mani, non del Ministero della giustizia oppure in quelle della Presidenza del Consiglio dei ministri (come avviene per le altre categorie di magistrati), ma in quelle del Ministero dell’economia e delle finanze che, da un punto di vista sostanziale, è una delle parti in causa“.
Passando alla questione del  giusto processo tributario, il presidente della Commissione tributaria regionale ha commentato gli effetti delle modifiche introdotte con il Decreto legislativo 156/2015. “Con tale atto – ha affermato Punzo -, il legislatore ha sicuramente ovviato alle più evidenti disparità e lacune preesistenti in tema di misure cautelari ed esecutività delle sentenze, ma non ha spinto l’intervento di manutenzione del sistema oltre al minimo costituzionale“.
L’ultimo punto toccato dalla relazione di Roberto Punzo riguardava il presente e il futuro del processo tributario telematico. “A mio sommesso avviso – ha commentato Punzo -, l’entusiasmo e le aspettative dei più sulle straordinarie potenzialità di questo strumento non appaiono oggettivamente giustificati. Infatti, i positivi risultati in Valle li abbiamo conseguiti senza di fatto alcuna incidenza su di essi del Ptt (diventato operativo negli ultimi mesi del 2017 n.d.r.)”. Secondo il presidente della Commissione, infatti, quello che ha inciso e sta incidendo positivamente sulla tempistica e l’efficienza del processo tributario sarebbe l’uso della Pec nelle comunicazioni alle parti. Dal punto di vista delle parti, il principale vantaggio del Ptt è di poter inviare da remoto gli atti e i documenti, “ma in un processo come quello tributario, che è solo documentale, la necessità di spezzettare i files quando superano i 10 MB, può comportare difficoltà. Inoltre, dal punto di vista dei giudici, il dover scorrere su computer ed esaminare molte pagine in Pdf risulta ben più complicato e impegnativo della lettura del medesimo documento in cartaceo“. In aggiunta, ha concluso Punzo: “nonostante i robusti stanziamenti di bilancio dedicati al processo telematico, il nostro Ministero ha incomprensibilmente tralasciato di dotare i giudici tributari di terminale dedicato, di adeguata potenza e affidabilità“.
Riguardo al processo telematico, Massimo Rastello Bogin (direttore Ctr) ha commentato: “Nessuna svolta è indolore. Con piccoli passi si procederà e si implementerà per rendere più funzionale i sistema“.
L’inaugurazione è proseguita con l’intervento del garante del contribuente Orlando Formica, il quale ha criticato l’attuale sistema tributario: “I garanti sono stati sabotati. I tempi della giustizia tributaria sono troppo lunghi e questo ha aumentato la scarsa fiducia che i cittadini nutrono nelle istituzioni. A mio parere, la tassazione in Italia è da rivedere perché ormai è ingolfato dalla troppa burocrazia“.
Il direttore dell’Agenzia delle entrate (VdA) e il rappresentante dei commercialisti hanno infine apprezzato la funzionalità di due strumenti: il massimario e la mediazione.

Pubblicato / aggiornato il 26/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione