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Pap da solo alle regionali, un appello affinché cambi idea

Pap da solo alle regionali, un appello affinché cambi idea

Martedì 27 marzo, con due voti di scarto su una cinquantina di presenti, l’assemblea di Potere al popolo ha deciso che il partito deve presentarsi da solo alle elezioni regionali del 20 maggio.

Una nota diffusa dal Partito spiega la decisione in questi termini: “Alla base del metodo decisionale di Potere al Popolo (PaP) c’è l’assemblea popolare. Nell’assemblea molto partecipata del 27 marzo 2018 si sono affrontate 3 posizioni possibili in relazione alle prossime elezioni regionali:
– continuare il progetto di radicamento di PaP ma non presentarsi;
– presentarsi da soli;
– presentarsi in coalizione.
È emerso che chi ha creduto in PaP esprimendo il proprio voto alle politiche del 4 marzo 2018 ha riconosciuto un progetto di sinistra che può dare rappresentanza a chi non la trova.
Sulla base di questo ed essendo PaP un movimento ancora giovane, l’assemblea ha ritenuto prioritario farlo crescere dal basso e sviluppare la propria identità presentandosi da solo alle elezioni regionali.
Siamo consapevoli che sarà difficile riuscire a raccogliere le firme imposte da una legge elettorale antidemocratica che limita la partecipazione, ma riteniamo che questa raccolta possa essere un’occasione per continuare il nostro percorso di radicamento sul territorio.
Invitiamo quindi chiunque voglia darci la possibilità di presentarci alle elezioni a sostenerci nella campagna di raccolta delle firme che ap riremo a breve“.
Una decisione che non è stata condivisa da Francesco Rappazzo e Alexandre Glarey, candidati di Potere al popolo alle elezioni politiche del 4 marzo. Glarey ha commentato, su Facebook: “Non condividendo tale scelta, ho fatto un passo indietro rispetto al mio ruolo organizzativo in PAP, pur continuando a condividere il progetto generale“.
Una decisione non condivisa neppure da una serie di attivisti politici e ambientalisti di sinistra, che hanno sottoscritto un appello. Daria Pulz, Jeanne Cheillon, Carola Carpinello, Sauro Salvatorelli, Viviana Rosi, Erik Rosset, Meri Serchinic, Nives Paroli, Claudio Latella, Elio Cheney, Michelina Cottone, Lucia Bertorello e Francesca Schiavon hanno scritto: “Apprendiamo con stupore della scelta di Potere al Popolo di correre  da solo alle regionali. La Valle d’Aosta si rivela ogni giorno di più, anche agli occhi di chi finora ha preferito non vedere, un cumulo di macerie, finanziarie, economiche, morali, sociali e culturali; gli autonomisti sono in rotta libera, schiacciati dalle inchieste e incapaci di gestire, a livello amministrativo,  le conseguenze dei loro stessi errori, le destre e il più becero populismo sfondano da ogni parte (e l’Uv ci metterà tre secondi a farsi alleata la Lega, dopo le elezioni, condividendone percorsi e deliri ideologici).
E la sinistra cosa fa?  Si presenta divisa ad un appuntamento così importante?  Non è tempo di contarsi,  è tempo di gettare ponti, di ricostruire un fronte che abbia come obiettivo non la mera protesta ma il cambiamento vero, basato su un programma condiviso.
È tempo di cambiare approccio, di unire le persone che in questi anni hanno camminato divise, pur avendo valori e obiettivi di fondo molto simili tra loro. È fondamentale che nel prossimo Consiglio regionale siano rappresentate le istanze della solidarietà,  della giustizia sociale, dell’ambiente, della parità di genere. E solo attraverso una proposta unitaria si può garantire questo risultato. 
Invitiamo pertanto Potere al Popolo a riallacciare il dialogo con Risposta Civica e gli altri pezzi di società civile che in questi giorni stanno cercando, con pazienza, di costruire quel fronte unito di cui abbiamo assolutamente bisogno“.



 


 

Pubblicato / aggiornato il 28/03/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione