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Piccole manovre pre-elettorali 10

Piccole manovre pre-elettorali 10

Nella settimana appena conclusa, alcune liste hanno completato la raccolta delle candidature, altre hanno deciso di aggregarsi, altre ancora di sciogliersi dalle aggregazioni. Ma non è questo che ha segnato la politica valdostana.

Ciò che è successo si è svolto a Roma, nel palazzo della Corte di Cassazione, che con la sua decisione del 29 marzo ha segnato il destino politico di alcune persone.
Ancora s’ignora se vi saranno conseguenze sulla ricandidatura di Albert Chatrian e Patrizia Morelli nella lista di Alpe. Il movimento pare incerto fra le proprie istanze etiche (che, sinora insoddisfatte, hanno causato l’allontanamento di alcuni esponenti la cui candidatura era già stata annunciata e nella quale il movimento riponeva speranze) e una più prosaica necessità di raccogliere i voti necessari al superamento della soglia di sbarramento.
Nessuna conseguenza nel Partito democratico dove Raimondo Donzel e Carmela Fontana non sarebbero stati comunque ricandidati per raggiunto limite di candidature.
Ma una conseguenza per la sinistra: Risposta civica, L’Altra VdA e il gruppo 18 hanno infatti chiesto ai consiglieri regionali Alberto Bertin e Andrea Padovani di uscire dal gruppo Mouv’-Coalition Citoyenne per fondare quello di Impegno civico, consentendo alla nuova lista di non dover sottostare alla norma che impone la racolta di almeno mille firme per i simboli non presenti in Consiglio Valle nella precedente legislatura. Non si conosce ancora la loro risposta ma, se Donzel e Fontana fossero stati assolti, Padovani non sarebbe più stato consigliere per poterlo fare.
Il loro eventuale assenso potrebbe comunque non mettere in difficoltà Mouv’. Infatti Andrea Rosset potrebbe abbandonare il gruppo misto nel quale si è inserito dopo aver lasciato Union valdôtaine progressiste e inserirsi ufficialmente in quella che comunque già pare essere la sua nuova casa politica. 
Gli effetti più inattesi si sono prodotti in Stella alpina. L’assoluzione di Marco Viérin spalanca infatti la porta alla sua ricandidatura, oltretutto nelle splendenti vesti del martire ingiustamente perseguito (e condannato in appello) per azioni dalle quali è stato assoluto dalla Suprema Corte. Non che prima la sua candidatura fosse esclusa, giacché 3.179 preferenze sono – come dire – non négligeables. Solo che la sospensione gli offuscava l’immagine.
E una Stella alpina rediviva sicuramente non fa piacere in primis a Edelweiss popolare autonomista valdostano (che già non ha gradito la decisione del Pd di staccarsi dalla coalizione, sempre che di coalizione ancora si possa parlare) ma neppure a Uv e Uvp. Perché nella lista Stella Alpina-Pour notre Vallée ci saranno anche le 4.635 preferenze di Antonio Fosson. Anche ammettendo che i 7.814 voti in questione subiscano un ridimensionamento, resta comunque tanta roba.
Stay tuned!

Pubblicato / aggiornato il 01/04/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione