Collegamento Ayas-Cervinia-Zermatt: un comitato chiede la revisione del progetto
Il gruppo di lavoro Ripartire dalle Cime bianche (comitato spontaneo di cittadini composto da residenti, proprietari e turisti) propone due progetti alternativi riguardo al collegamento tra Saint-Jacques des Allemands (Ayas) e gli impianti sciistici di Cervinia e Zermatt.
Nell’ottica di realizzare un progetto funiviario inteso a rilanciare l’economia delle valli del Monte Rosa, nel 2015, uno studio di fattibilità aveva proposto il collegamento con il Colle superiore delle Cime Bianche. Tuttavia, una recente relazione degli uffici regionali ha scartato tale soluzione, proponendo un collegamento con il Colle inferiore.
Nel suo dossier, presentato martedì 3 aprile, Ripartire dalle Cime bianche ha evidenziato i punti deboli della valutazione del progetto, specificando che la nuova proposta (Relazione Sif – Servizi impianti a fune) si baserebbe unicamente sugli aspetti economici, senza considerare l’impatto ambientale. Inoltre, si tratterebbe di una proposta non innovativa, bensì già stata scartata nel 2015 perché troppo impattante dal punto di vista ambientale. Tra le varie debolezze evidenziate, è stato anche sottolineato il fatto che la Relazione Sif ometterebbe di considerare i costi significativi quali la manutenzione sostitutiva (inevitabile con l’ammortamento previsto su 40 anni), i costi gestionali (assicurativi, legali e amministrativi) e i costi degli investimenti delle opere collaterali (parcheggio a Frachey, modifica della viabilità ad Ayas, ecc).
Il dossier di Ripartire dalle Cime bianche, dopo aver evidenziato l’insostenibilità economica del progetto in esame, sostiene che “è evidente che l’obiettivo principale del progetto non risiede nell’effettiva utilità e potenzialità del servizio reso, quanto nella possibilità di lanciare un’operazione di immagine, incentrata sul grande comprensorio sciistico in un ambiente grandioso e sul marchio Matterhorn/Monterosa. L’operazione, finanziariamente in perdita, provocherà la perdita di un’area di grande valore paesaggistico/ambientale”. Inoltre, tale operazione comporterebbe due rischi: in primis che le attese si dimostrino insoddisfatte (per esempio a causa del cambio della tipologia di turismo invernale, sempre meno interessato alle attività sportive) con un ritorno di immagine negativa e si verifichi, altresì, una perdita di attrattività turistica estiva, per la perdita di naturalità della testata di Valle; secondariamente un’ulteriore crescita delle notorietà di Zermatt, con conseguente regresso delle stazioni valdostane.
Il dossier presenta alcune proposte alternative.
La prima è stata denominata “Ski Safari elettrico” e consiste nella creazione di una rete di collegamento dei vari impianti sciistici valdostani attraverso un sistema di car sharing elettrico. In Valle d’Aosta, grazie alla partecipazione a due bandi ministeriali, dal 1° luglio 2017 sono accessibili 35 nuove colonnine elettriche (70 punti di ricarica) per automobili, le quali si sommano a quelle presenti nelle valli del Gran Paradiso e alla stazione Tesla Supercharger dell’autoporto di Pollein. Il dossier afferma che si tratta di “colonnine con stalli riservati, che rischiano di restare desolatamente vuoti se non si interviene per favorire una più rapida penetrazione dei veicoli elettrici. Un’occasione potrebbe essere il lancio di un’offerta di Ski Safari da compiersi in autonomia, con l’ausilio di vetture elettriche da mettersi a disposizione nelle stazioni sciistiche valdostane”. Secondo i dati forniti, il costo presumibile per il lancio dell’offerta potrebbe aggirarsi sui 10/12 milioni di euro.
Un’ulteriore proposta riguarda la creazione di un Parco diffuso della Valle d’Aosta: si propone di potenziare e trasformare il Parco Naturale del Mont Avic in Parco diffuso, con il compito di gestire in modo armonizzato tutte le aree protette regionali. Secondo i responsabili del gruppo di lavoro Ripartire dalle Cime bianche, il vallone del Geoparco Monte Rosa è un unicum geologico, un museo a cielo aperto dell’estrazione e lavorazione della pietra ollare, un santuario botanico e faunistico.
Questo dossier è già stato presentato al presidente della IV Commissione del Consiglio Valle il quale, a detta di Ripartire dalle Cime bianche, non avrebbe effettuato commenti e osservazioni sulla questione. Per questo motivo, i rappresentati del Comitato hanno espresso la speranza che il prossimo Governo regionale si dimostri attento e interessato alla tutela e valorizzazione delle zone interessate dal progetto.
Pubblicato / aggiornato
il 03/04/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
