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La Thuile: bocciata la mozione sulla decadenza del revisore dei conti

La Thuile: bocciata la mozione sulla decadenza del revisore dei conti

Martedì 3 aprile, si è riunito il Consiglio comunale di La Thuile e i lavori sono stati aperti da un’interpellanza di minoranza, mirante a ottenere chiarimenti riguardo alle funzioni del presidente del Consiglio.

Tale interpellanza si basava su un precedente: “Durante il Consiglio del 19 gennaio, la minoranza aveva fatto presente al presidente di Consiglio (il sindaco) che non era possibile potersi confrontare in modo ordinato e rispettoso se, in ogni momento, sia il presidente che i consiglieri di maggioranza interrompevano il diritto di parola dei consiglieri della minoranza”. Il sindaco ha preso atto della questione, ribadendo l’importanza del dibattito democratico.
La minoranza ha poi presentato una mozione per chiedere la decadenza del revisore dei conti del Comune. Tale richiesta si basava sul fatto che, nel 2017, il revisore dei conti ha subito una condanna a un anno di reclusione per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. La minoranza ha riportato le parole del Gup secondo il quale “è emersa la sussistenza di un forte legame di compenetrazione di tipo clientelare fra il mondo politico locale e la banca a struttura cooperativistica di maggiore diffusione regionale”. Ciò detto, la minoranza ha precisato che “dal punto di vista etico-morale e da quello normativo”, sarebbe necessario rescindere il contratto con il revisore dei conti. La maggioranza ha fatto presente che il Celva si è pronunciato sulla questione affermando che, nonostante la condanna in questione, il soggetto non è incompatibile a rivestire il ruolo di revisore dei conti di un Comune. In aggiunta, il sindaco (da noi sentito) ha precisato: “cambiare il revisore adesso, quando si sta per approvare il bilancio e il rendiconto, creerebbe gravi danni allo svolgimento dell’attività dell’Ente”. Il primo cittadino ha aggiunto che “siamo una pubblica amministrazione e non possiamo che agire nel rispetto delle regole onde tutelare l’ente che rappresentiamo da possibili contenziosi”. La mozione non è stata approvata dal Consiglio. Christian Manfredi (consigliere di minoranza), da noi sentito, ha precisato: “In molti Comuni d’Italia i revisori dei conti devono firmare un atto notorio in cui dichiarano di non aver riportato condanne, anche con sentenza non passata in giudicato. Tuttavia, in Valle d’Aosta, non vige questo obbligo”. Sempre Manfredi ha poi fatto presente che il gruppo consiliare di minoranza ha chiesto un parere sulla questione all’Anac e al Ministero della semplificazione e della Pa.
L’Assemblea ha poi approvato l’accordo con l’Assessorato all’istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta e l’Università degli studi di Torino per l’organizzazione e la realizzazione di attività di ricerca storica e archeologica.
In chiusura, la minoranza ha presentato un’interrogazione volta all’ottenimento di chiarimenti riguardo alla questione della pista di pattinaggio. La questione sollevata dall’opposizione si basa sul fatto che, da varie dichiarazioni fornite dalla maggioranza, si evince che, nonostante la Giunta fosse a conoscenza dei problemi strutturali presenti già a Pasqua 2017, il sindaco ha dichiarato di non essere intervenuto sulla questione (fino a dicembre) perché non ne era a conoscenza. La maggioranza ha riportato che “nel corso del Consiglio, la responsabilità del mancato intervento è stata attribuita all’Ufficio tecnico“. La minoranza ha perciò commentato: “Su questa vicenda abbiamo visto disinteresse, poca responsabilità, ognuno delega a un altro. Perché, parlando con alcuni componenti della maggioranza, la risposta era che ognuno ha il suo compito. Il compito primario è il bene comune e, in questo modo, non si fa torto a nessuno. La pista da pattinaggio è lo specchio della vostra Amministrazione”. Sulla questione, il sindaco ci ha comunicato: “La minoranza deve aver letto male il verbale della seduta precedente. Come abbiamo ribadito durante il Consiglio, siamo venuti a conoscenza dell’esistenza del problema da un paio di mesi (non da Pasqua 2017). Tuttavia, non siamo potuti intervenire a causa delle avverse condizioni climatiche invernali”.
Riguardo alla seduta consiliare in esame, Manfredi ci ha comunicato che, prima dell’apertura del Consiglio comunale, vi è stata una discussione tra il sindaco e una cittadina che intendeva riprendere la seduta. Secondo il consigliere di minoranza, “il rigetto del sindaco alla richiesta di poter riprendere la seduta consiliare è molto grave. In Consiglio si era già dibattuto della questione e il Garante della privacy, da noi interpellato, aveva confermato la legittima possibilità di effettuare registrazioni audio e video” (fatto salvo il caso di dati e argomenti sensibili). Il sindaco ha commentato: “Credo si sia trattato di un siparietto, il consigliere Manfredi è intervenuto in difesa della cittadina con in mano una vecchia mozione che aveva presentato e non era stata accolta dal Consiglio. Inoltre, la mozione riguardava la possibilità di trasmettere le sedute consiliari in streaming e non è stata accolta per motivi tecnici e perché sarebbe prima necessario predisporre un apposito Regolamento in merito: cosa ben diversa da quanto richiesto nell’ultima riunione del Consiglio”.

Pubblicato / aggiornato il 04/04/2018 alle 12:00
Categoria: Politica e Amministrazione