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Marco Bersanelli presenta Il grande spettacolo del cielo

Marco Bersanelli presenta Il grande spettacolo del cielo

Venerdì 11 maggio, alle ore 21, nel Salone della parrocchia (viale Europa), Marco Bersanelli presenterà il suo libro Il grande spettacolo del cielo.

Quando l’uomo ha cominciato a scrutare il cielo? Da sempre, a giudicare dai dipinti paleolitici che ricoprono le grotte di Lascaux e ritraggono, fra bisonti e cavalli selvaggi, gruppi di astri e fasi lunari. In ogni epoca, il fascino misterioso della notte stellata ha portato gli uomini a interrogarsi sulla forma dell’universo. E a indagarlo con ogni mezzo a disposizione. In questo libro Marco Bersanelli ci guida attraverso otto successive rappresentazioni del cosmo, da quella concepita dagli ignoti costruttori di Stonehenge a quella del nostro secolo, ottenuta grazie ai raffinati strumenti dei telescopi e delle sonde spaziali. Mappe che rivelano le sorprendenti intuizioni degli antichi, la genialità della visione di Dante, i profondi cambiamenti prodotti nella mentalità scientifica e nella cultura europee, fra Cinquecento e Seicento, dallo smantellamento delle sfere celesti, che aprì lo sguardo sullo spazio infinito. Quadri che diventano via via più dettagliati e precisi, come quello disegnato da Keplero, che fissò le leggi della danza ordinata dei pianeti intorno al Sole, o quello di Newton, che descrisse l’insieme dei movimenti celesti e terrestri con un’unica equazione matematica. Fino all’ottavo scenario, con la rivoluzionaria architettura spazio-temporale pensata da Einstein e la scoperta di quel mare di microonde, residuo del Big Bang, che ha aperto una finestra sull’universo primordiale. Nel racconto di Marco Bersanelli l’avventura cominciata ventimila anni fa di fronte allo spettacolo del cielo diventa un romanzo. Una storia emozionante che si sviluppa intorno alla perenne ricerca condotta dall’uomo per rispondere al mistero delle proprie origini “L’esperienza dell’oscurità del cielo costellato da tanti punti luminosi è l’esperienza che a noi manca maggiormente: è difficile non rendersi conto di quanto incida sulla nostra percezione della realtà e di noi stessi, sulla nostra stessa psicologia, la mancanza di uno spettacolo come quello che potevano potava ammirare, e avrà senz’altro ammirato, l’Uomo di Cro-Magnon, 10-30mila anni fa. Noi siamo la prima generazione nella storia alla quale è stata ‘sottratta’ questa abitudine di contemplare un cielo così” (Marco Bersanelli) In ogni capitolo il resoconto storico scientifico si prolunga nelle testimonianze poetiche, pittoriche e architettoniche. Così, mostrando la celebre notte stellata di Van Gogh, Bersanelli fa notare come al centro ci sia una configurazione a spirale del tutto simile a quella della galassia M51, disegnata dall’astronomo Lord Rosse che l’aveva osservata col grande telescopio di Parsonstown (Irlanda) nel 1850. Il pittore olandese deve averla vista sfogliando un catalogo astronomico: “l‘occhio dell’artista raccoglie e restituisce un’immagine che rimane immortale; mentre le immagini astronomiche vengono superate grazie alle nuove potenzialità degli strumenti di osservazione, quando diventano arte restano nel tempo. Oggi ancor più cordialmente godiamo della bellezza del dipinto di Van Gogh“.
Marco Bersanelli è docente di Astrofisica e Meccanica all’Università degli Studi di Milano e collaboratore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Studioso di cosmologia, in particolare dell’osservazione dell’universo primordiale, ha partecipato a due spedizioni scientifiche al Polo Sud e collabora con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europeo. È fra i principali responsabili scientifici della missione spaziale Planck, dell’ESA, i cui risultati hanno permesso di stimare con precisione senza precedenti i principali parametri cosmologici.

Pubblicato / aggiornato il 02/05/2018 alle 12:00
Categoria: Tempo libero