Il photoreporter Valerio Bispuri al Saint-Pierre Dixit
Bispuri spiegherà cosa vuol dire essere un fotoreporter oggi. Come è cambiata l’idea di fotografia negli ultimi decenni. Quanto l’estetica prevale sul racconto della realtà nel reportage contemporaneo. Come si entra in profondità in una storia. Cosa vuol dire lavorare per dieci anni ad un progetto. Come si definisce l’itinerario interiore che porta a realizzare un grande reportage.
A partire da una riflessione teorica sul reportage, ripercorrendo i concetti fondamentali per la costruzione di una storia, l’autore mostrerà quanto la fotografia possa essere allo stesso tempo mezzo di espressione personale e strumento di racconto della realtà.
Questo percorso sarà fondato sul racconto diretto dell’esperienza di Valerio Bispuri, sull’analisi dei suoi lavori e sullo scambio di impressioni con il pubblico.
Valerio Bispuri, nato a Roma nel 1971. Dopo la laurea in lettere decide di dedicarsi alla fotografia. Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere. Ha realizzato reportage in Africa, Asia e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Il suo primo lavoro è dedicato al mondo Rom, entrando nella loro complessa realtà e visitando i campi di Roma, Napoli, Bologna, fino ad arrivare, accompagnato dagli stessi Rom, negli sperduti villaggi della Bosnia. Per dieci anni si è occupato di “Encerrados”, un progetto fotografico sulla condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del Sudamerica.
Nel 2017 Valerio ha terminato dopo oltre 13 anni un altro progetto a lungo termine per denunciare la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo denominata “Paco”, che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane.
Pubblicato / aggiornato
il 07/05/2018 alle 12:00
Categoria:
Cultura
