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Otto indagati per i finanziamenti al Casino: falso in bilancio e truffa ai danni dello Stato

Otto indagati per i finanziamenti al Casino: falso in bilancio e truffa ai danni dello Stato Il Casino de la Vallée di Saint-Vincent

Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Aosta ha concluso ulteriori indagini sulla gestione di Casino de La Vallée S.p.A. di Saint-Vincent.

Sono scaturite in seguito alle affermazioni – successivamente analizzate ed approfondite – espresse il 10 febbraio, sugli organi di informazione, da parte di alcuni membri del Consiglio Valle al termine del primo filone investigativo.
Le indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura della Repubblica di Aosta, avrebbero ulteriormente circostanziato e confermato le condotte penalmente rilevanti già contestate nel primo filone investigativo (concluso nel febbraio scorso) nei confronti di otto persone, tra amministratori della casa da gioco (Luca Frigerio e Lorenzo Sommo), l’intero collegio sindacale (Fabrizio Brunello, Jean-Paul Zanini e Laura Filetti, quest’ultima solo per il falso in bilancio e non per truffa), il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta (Augusto Rollandin) e gli assessori regionali al Bilancio, finanze e patrimonio (Mauro Baccega ed Ego Perron).
Parte offesa sarebbe la Regione e, pertanto, l’intera collettività.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi e le dichiarazioni acquisite avrebbero consentito di confermare e integrare le ipotesi di:
– falso in bilancio continuato e in concorso nonché truffa ai danni dello Stato continuata e in concorso, con danno di rilevante gravità, nei confronti degli amministratori della casa da gioco e dei membri del collegio sindacale in carica negli anni 2012-2015;
– truffa ai danni dello Stato continuata e in concorso, con danno di rilevante gravità, nei confronti del presidente della Regione nonché agli assessori regionali nel periodo 2012-2015, tutti con specifica delega al Casino de La Vallée;
– responsabilità amministrativa dell’Ente Casino de La Vallée S.p.A. per i reati commessi dagli amministratori della casa da gioco in carica negli esercizi 2012-2015.
Le Fiamme Gialle hanno quantificato e definito il danno cagionato alle casse pubbliche della Regione autonoma Valle d’Aosta in circa 140 milioni di euro (€ 139.965.096,56), ottenuto dalla somma degli importi approvati dall’autorità politica allora in carica ed erogati alla casa da gioco con varie modalità nonostante ricorressero plurimi, univoci e tutti coerenti segnali di crisi strutturale, attraverso quattro delibere di concessione di finanziamento/aumento di capitale, da 50, (poco meno di) 10, 60 e 20 milioni di euro approvate, rispettivamente, il 20 luglio 2012, 20 settembre 2013, 23 ottobre 2014 e 10 dicembre 2015.
Ritenuta consapevole della disastrosa situazione economico-patrimoniale del Casino de La Vallée e della assoluta inconsistenza dei piani di sviluppo aziendale, l’intera governance della partecipata regionale in carica dal 2012 al 2015, avrebbe omesso di indicare nei bilanci societari – attraverso studiati artifizi contabili – perdite di esercizio fino a oltre 42 milioni di euro, nascondendo volutamente, in questo modo, la reale condizione economica societaria, fattore che – se correttamente illustrato – non avrebbe permesso di incassare il denaro erogato dalla società finanziaria regionale.
Analogamente, le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria avrebbero fatto emergere la piena consapevolezza del presidente della Regione e degli assessori al Bilancio, delegati ai rapporti con la partecipata e in carica nelle date di approvazione delle delibere milionarie, della disastrosa situazione finanziaria della casa da gioco. Risulterebbe infatti come essi avrebbero raggirato e indotto in errore la stessa Regione – e quindi la comunità valdostana – avendo consciamente presentato nella sede deliberativa bilanci di esercizio riportanti perdite dissimulate – quindi falsi – e piani di sviluppo industriale conseguentemente irrealizzabili.
L’attività descritta è direttamente correlata alle indagini contabili delegate alle stesse Fiamme Gialle dalla Procura regionale della Corte dei Conti e concluse, lo scorso mese di febbraio, con la contestazione agli amministratori pubblici di un danno erariale pari a circa 140 milioni di euro.


Pubblicato / aggiornato il 17/05/2018 alle 12:00
Categoria: Cronaca