RaVdA ricorre contro il decreto ministeriale per il contributo alla finanza pubblica
Si tratta del decreto sull’accantonamento per l’anno 2018. Quello che, sulla base dell’emendamento alla Finanziaria di Stato, richiede alla Valle d’Aosta non 144 bensì 99 milioni, per il 2018, e poi una somma decrescente per 2019 e 2020. E infatti il testo recita, in premessa: “Visto il comma 841 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio per l’anno 2018) che, nelle more della definizione dei complessivi rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione Valle d’Aosta che tenga conto, tra l’altro, delle sentenze della Corte costituzionale n. 77 del 2015 e n. 154 del 2017, dispone la riduzione degli accantonamenti a carico della Regione Valle d’Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica di 45 milioni di euro per l’anno 2018, di 100 milioni di euro per l’anno 2019 e di 120 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020“.
Tuttavia, proseguendo la strada del contenzioso avviata con lo Stato in relazione a questa materia, nel corso della riunione del 21 maggio, la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta ha deciso di promuovere un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale contro questo decreto e di proporre anche ricorso dinanzi al Tar del Lazio per l’annullamento della parte di decreto che la riguarda.
La Regione sostiene infatti, appellandosi alla sentenza della Corte costituzionale del 2015, di non essere tenuta a questo accantonamento oltre il 2017. Un’ulteriore tesi sostenuta dalla Regione è che, al di là della sentenza, vi è anche il fatto che essa non soggiace più al meccanismo del patto di stabilità essendo passata, dal 1° gennaio 2017 al pareggio di bilancio.
Pubblicato / aggiornato
il 22/05/2018 alle 12:00
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