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RicordAosta: 23 maggio

RicordAosta: 23 maggio

Il 23 maggio 1915, ad Aosta si tenne una manifestazione a favore dell’entrata in guerra dell’Italia.

Il sindaco di Aosta Désiré Norat pubblicò un appello alla popolazione in cui sottolineava come “le cœur des valdôtains a toujours battu à l’unisson des sublimes aspirations nationales”.
Lo scoppio della Prima Guerra mondiale causò in Valle d’Aosta i medesimi problemi che afflissero le altre regioni d’Italia ed Europa, influendo profondamente sulla struttura sociale ed economica del territorio. Il primo settore a pagarne le conseguenze fu l’agricoltura; gran parte dei contadini furono arruolati e, per questo motivo, costretti ad abbandonare i campi. Questo significò un’importante riduzione del numero dei prodotti agricoli e il progressivo indebolimento e impoverimento della popolazione.
Tuttavia, allo stesso tempo, il prolungarsi dello scontro bellico generò una brusca accelerazione del processo d’industrializzazione della Valle; le richieste di acciaio, tessuti e prodotti chimici favorirono l’apertura di nuove industrie e lo sviluppo di quelle già esistenti. Sul punto, è utile sottolineare come il fatto che il settore industriale necessitasse di molta manodopera generò un paradosso: mentre i valdostani emigravano o si recavano al fronte, migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane si stabilivano in Valle. Il fenomeno dell’immigrazione fu così esteso che, per regolare l’afflusso, fu istituito un ufficio apposito: l’Italica gens. Tale ente, riconosciuto dall’amministrazione aostana e dal Ministero dell’Industria per il collocamento e l’assistenza degli immigrati, era gestito dal sacerdote Livio Farina, il quale si occupava del reclutamento di manodopera nelle campagne della Lombardia e del Veneto.

Pubblicato / aggiornato il 22/05/2018 alle 12:00
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Categoria: Cultura