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Andrione invita Centoz alle dimissioni ma non può farlo in aula

Andrione invita Centoz alle dimissioni ma non può farlo in aula

Mercoledì 23 maggio, la conferenza dei capi gruppo del Consiglio comunale di Aosta ha bocciato l’introduzione dell’ordine del giorno (proposto da Étienne Andrione) avente a oggetto la richiesta di dimissioni di Fulvio Centoz.

Nel testo della proposta di Andrione si legge: “Alla luce dei risultati delle elezioni regionali, che hanno registrato il crollo dei partiti componenti la passata maggioranza regionale e quella comunale in carica, appare altamente probabile che i lusinghieri risultati finora ottenuti dall’UV e dai suoi alleati fossero in non trascurabile misura attribuibili al sistema delle tre preferenze con sezioni di ridotte dimensioni, che di fatto permetteva il controllo capillare del voto (..). Più nel dettaglio, i risultati indicano che l’attuale maggioranza comunale è di fatto largamente minoritaria nell’elettorato aostano, con cali di almeno il 15% delle preferenze“. Dopo alcuni riferimenti al Patto della Perenni tra Renzi e, l’allora presidente della Giunta, Augusto Rollandin, l’ordine del giorno mirava a impegnare il Consiglio comunale a “invitare il sindaco ad approfondita riflessione sull’opportunità di proseguire la sua azione in assenza di chiara legittimazione democratica e a ricercarla invece, ove interessato, per il tramite di nuove elezioni“.
Tale ordine del giorno è stato esaminato dalla Conferenza dei capi gruppo, che non l’ha ammesso alla discussione in aula: 9 voti favorevoli espressi dalla minoranza (esclusa Alpe) e dal consigliere del gruppo misto di maggioranza, contro le 20 astensioni della maggioranza (escluso il consigliere Caminiti) e Alpe.
Étienne Andrione, sentito da noi, ha commentato: “Tipico atteggiamento di diniego della realtà che caratterizza questa maggioranza, fin dallo scellerato Patto della Perenni. I problemi non vanno risolti, basta non parlarne, la crisi e il degrado della situazione valdostana sono un’invenzione giornalistica, le elezioni non sono state perse, ma magari “diversamente vinte”, Renzi e Rollandin sono ancora al potere e tutto va bene con Centoz sindaco. Quindi perché parlare di elezioni regionali? Infantilismi pericolosi che indicano appunto un crescente distacco dalla realtà cui speriamo sia possibile mettere quanto prima fine”.

Pubblicato / aggiornato il 23/05/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione