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Uv: dal 29 maggio gli incontri, il 30 giugno il congresso

Uv: dal 29 maggio gli incontri, il 30 giugno il congresso

Il salone Bonomi di Verrès, lunedì 28 maggio, era insufficiente per contenere i dirigenti, i delegati, gli eletti, gli ex eletti e i tesserati che hanno partecipato alla riunione del Conseil fédéral.

C’era anche Mauro Baccega, che unionista non è ma che non bisogna dirlo troppo forte, perché – se no – bisognerebbe anche dire che Union Valdôtaine non ha veramente ottenuto sette seggi in Consiglio Valle, fregiandosi di essere il partito comunque più votato in Valle d’Aosta. Bisognerebbe dire che è il secondo partito, dopo la Lega. Ma non lo si è detto. 

La riunione è stata aperta dall’illustrazione del bilancio del Mouvement, definito in costante e irreversibile diminuzione. Il bilancio inteso come documento economico ma l’ambivalenza del termine si presta anche a considerazioni di tipo politico.
Il presidente Ennio Pastoret ha poi preso la parola per il proprio intervento sull’esito elettorale. Lo ha definito non rispondente alla storia e al ruolo del movimento e poi ha aggiunto: “Non abbiamo saputo trasmettere il nostro messaggio. Le spaccature e le indagini hanno condizionato la campagna generando questo risultato negativo. Non sono stato abbastanza sul territorio a sostenere le sezioni, non ho arginato i contrasti interni. Me ne assumo la responsabilità”.
Tanti i temi che dovranno essere trattati nel congresso straordinario, che dovrà anche rinnovare gli organismi dirigenti. Il Comité lo voleva la prima metà di settembre, per avere il tempo necessario all’adozione di alcune modifiche statutarie volte a cambiare la rappresentatività delle sezioni. Invece si svolgerà il 30 giugno.
Poi è stato aperto il dibattito, al quale hanno partecipanto in tanti. Franco Montrosset, della sezione di Jovençan, chiesto dimissioni Pastoret. Anche Mauro Lucianaz, sindaco di Arvier.
Emily Rini ha sollevato la questione giudiziaria (“garantisti sì ma non struzzi”) e David Follien ha rinnovato la richiesta di una profonda riflessione interna.
Il nome di Avati non è stato quasi fatto, se non per la comunicazione fatta da Pastoret: “l’ho chiamato, non l’ho trovato”.
Presente anche Jean Barocco: è intervenuto attenuando leggermente la propria presa di posizione post elettorale. Non ha chiesto le dimissioni di Rollandin ma affermato che una sua minor presenza nel movimento sarebbe benefica per Uv. Gli hanno fatto presente che, non essendo delegato, non avrebbe avuto diritto di parola. Se n’è andato.
Alla fine, le voci critiche parevano soddisfatte per aver dato vita e assistito a una riunione nella quale il confronto si è aperto.
Però non si è praticamente parlato della linea politica da tenere nelle consultazioni per la formazione del prossimo Governo regionale. E le consultazioni iniziano martedì 29 maggio. Forse, come ha detto qualcuno “non era quella la sede per parlarne”. Ma allora quale?

Pubblicato / aggiornato il 28/05/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione