Alpe perde i consiglieri comunali di Aosta
Non è stata priva di conseguenze la decisione di Alpe di trattare con la Lega Vallée d’Aoste per la formazione della maggioranza regionale.
Nella tarda serata di venerdì 15 giugno, infatti, i consiglieri comunali di Aosta Paolo Fedi, Giuliana Lamasta e Loris Sartore hanno annunciato la loro uscita dal movimento.
Scrivono in una nota: “Il gruppo comunale di Aosta non condivide tale scelta e la ritiene un grave errore politico in quanto la Lega rappresenta l’antitesi del pensiero politico e dei principi a cui si è sempre ispirata la nostra azione politica e amministrativa“.
Fedi, Lamastra e Sartore evocano il posizionamento al centro-destra, il legame con Casapound e le posizioni “razziste, omofobe e intolleranti nei confronti dei più deboli, degli emarginati e degli sfruttati” della Lega per affermare che non vogliono avere “nulla a che spartire con loro e con quelle forze di questa futura eventuale coalizione che hanno contribuito allo sfascio della Valle d’Aosta avendo sostenuto il sistema marcio e corrotto retto dall’Union valdôtaine“.
I tre ex consiglieri di Alpe ritengono un errore politico “offrire alla Lega la possibilità di governare“, poiché se ne favorebbe la crescita elettorale a discapito degli alleati.
Fedi, Lamastra e Sartore avrebbero invece voluto “un progetto politico di medio-lungo respiro, che veda la costruzione di un percorso con altre forze politiche che condividono una prospettiva ed una visione non solo amministrativa ma dei valori espressi dalla propria gente, dal proprio territorio. Questo percorso politico lo collochiamo nell’ambito dell’area autonomista, progressista e di sinistra tra forze cioè che parlano gli stessi linguaggi politici e valoriali“.
Inevitabile dunque che la decisione del direttivo sancisse, a loro avviso, “la fine del progetto politico originario di Alpe, rimasto incompiuto ed a questo punto definitivamente affossato“, con la conseguenza di ritenere “conclusa la nostra esperienza all’interno di Alpe” e di voler rivolgere un “appello a tutti coloro che condividono questa posizione a sostenerla, assicurando che il gruppo consiliare continuerà ad operare in questa direzione per costruire un progetto alternativo per il governo della Città di Aosta e per i prossimi appuntamenti elettorali“.
Ciò che nel comunicato non c’è scritto è che i malumori fra Alpe e i suoi consiglieri comunali sono di più lunga data e avevano già toccato punte elevate all’indomani del voto, quando il movimento aveva imputato al gruppo aostano la rilevante perdita di voti sul Capoluogo regionale mentre questo, ricordando che Aosta è il principale bacino per Alberto Bertin (che vi ha conquistato 654 preferenze sulle 1.482 totali), aveva puntato il dito contro il calo di consensi diffuso sull’intero territorio e sulle sue cause.
Temi questi, che ci si aspettava fossero oggetto di discussione al congresso del 23 giugno ma, evidentemente, Fedi, Sartore e Lamastra non hanno ritenuto di attendere quella data.
Pubblicato / aggiornato
il 16/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
